venerdì, Agosto 29, 2025
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L’Italia investe nel rilancio dell’industria del caffè in Mozambico

AGI – L’Italia sta investendo in nuove iniziative per rivitalizzare il settore del caffè in Mozambico, posizionando il prodotto come asset strategico per il settore agroalimentare e la diversificazione dell’economia nazionale. Maria Pescante, vicedirettrice dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) nel Paese, lo ha sottolineato durante la Fiera Internazionale di Maputo (FACIM 2025), che si terrà fino a domenica nella capitale mozambicana. Secondo Pescante, il caffè rappresenta un legame culturale ed economico tra i due Paesi. “Per l’Italia, il caffè è un simbolo culturale e un asset economico; per il Mozambico, rappresenta un nuovo settore agricolo che oggi necessita di supporto per consolidarsi, integrarsi nei piani di sviluppo sostenibile e realizzare così il suo pieno potenziale”, ha affermato la vicedirettrice.

 

 

Nell’ambito del Piano Mattei, la cooperazione italiana sta investendo nella promozione del caffè mozambicano, con iniziative incentrate sulla qualità, la sostenibilità e la penetrazione del mercato internazionale. Tra le priorità figurano il rafforzamento delle associazioni e delle cooperative di piccoli produttori, la promozione del ruolo delle donne e dei giovani lungo tutta la filiera e il sostegno all’accesso a mercati internazionali di nicchia in cui il caffè mozambicano possa essere riconosciuto e la cultura del caffè possa essere diffusa, in particolare attraverso iniziative come il Maputo Coffee Hub, lanciato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (UNIDO). “Vogliamo rivitalizzare il caffè mozambicano attraverso un approccio incentrato sulla qualità e sulla sostenibilità, garantendo ai piccoli produttori l’accesso a reali opportunità”, ha sottolineato Pescante.

Per Simone Santi, Presidente della Camera di Commercio Italia-Mozambico, il caffè deve essere considerato parte di una più ampia strategia di sviluppo agroindustriale. “Il caffè non è solo un prodotto agricolo: è identità, motivo di orgoglio e opportunità economica. Attraverso il Piano Mattei, l’Italia intende collaborare strettamente con il Mozambico per creare valore condiviso, opportunità per i giovani e le donne e un futuro più prospero”, ha affermato. Santi ha inoltre sottolineato il ruolo del Centro Agroalimentare di Manica (CAAM), sostenuto dalla Cooperazione Italiana, come piattaforma strategica per la trasformazione e la valorizzazione dei prodotti agricoli, tra cui il caffè. Genaro Lopez, presidente dell’Associazione Mozambicana dei Produttori di Caffè (Amocafé), ha riconosciuto che il settore si trova ad affrontare sfide strutturali, che vanno dai bassi investimenti nella trasformazione locale al limitato accesso ai finanziamenti agricoli. In Mozambico, le principali province produttrici di caffè sono Nampula, Zambézia, Niassa e Manica, con particolare attenzione agli altopiani di Gurúè e Lichinga, aree tradizionalmente legate alla produzione di caffè Arabica.

 

Secondo i dati dell’associazione, il Mozambico produce attualmente tra le 500 e le 600 tonnellate di caffè all’anno, una quantità ancora limitata rispetto al potenziale del Paese. I progetti in corso includono iniziative per il reimpianto di piantagioni di caffè, l’introduzione di nuove varietà resistenti al clima, la formazione dei piccoli coltivatori e l’istituzione di filiere corte per incrementare il consumo interno. “La sfida è trasformare il caffè mozambicano in un prodotto di valore, aumentando la produzione, la lavorazione locale e l’accesso a mercati diversificati. Solo così sarà possibile garantire occupazione, reddito e competitività internazionale”, ha affermato Genaro Lopez di Amocafé. Al termine dell’incontro, Pescante ha sottolineato che la partnership tra Mozambico e Italia nel settore del caffè va oltre il commercio. “Proprio come il caffè unisce le persone attorno a un tavolo, speriamo che i nostri progetti uniscano Italia e Mozambico in un percorso comune di sviluppo e amicizia”, ​​ha concluso.

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