giovedì, Giugno 20, 2024
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VERONIQUE CHARLOTTE: ESPLORATRICE DELL’IDENTITÀ DI GENERE

Fotografa e attrice, Veronique Charlotte é tra gli artisti contemporanei che ha esplorato e indagato maggiormente l’universo LGBTQ+.

Con la sua serie di ritratti fotografici in bianco e nero Gender Project ha immortalato 100 persone in 10 città Europee, per un totale di 1000 storie di vite dove l’identità di genere é il fil Rouge del progetto. Gender Project è un lavoro ambizioso, ricco di suggestioni, un richiamo alla libertà e alla presa di posizione del proprio corpo. Veronique Charlotte è un talento indiscutibile, eclettica e versatile e si è contraddistinta anche come attrice per la sua interpretazione di Luz nella serie queer Love Club

Qual è la tua visione artistica ? Come nasce la tua serie fotografica Gender Project?
La mia visione artistica si basa sull’esplorazione della complessità dell’identità umana e sulla promozione dell’empatia attraverso l’arte. La serie fotografica Gender Project è nata dalla volontà di creare uno spazio sicuro e inclusivo per esplorare le molteplici sfaccettature dell’identità di genere. Questa idea ha preso forma dalla mia personale esperienza e dal desiderio di mettere in luce la diversità, la forza e la bellezza delle storie umane.

Quando hai percepito d’essere parte del movimento LGBTQ+ ?
Riguardo al movimento LGBTQ+, non ho un momento preciso in cui mi sono sentita parte di esso, ma piuttosto è stato un processo graduale di consapevolezza e solidarietà con la comunità e me stessa. La mia sensibilità verso le questioni sociali LGBTQ+ è cresciuta nel tempo, attraverso l’esperienza personale e l’interazione con la comunità stessa attraverso il mio lavoro artistico.

Da fotografa ad attrice nel ruolo di Luz per la mini serie Love Club: come é avvenuto questo passaggio?
Il passaggio è stato un’esperienza emozionante e stimolante. È avvenuto grazie a una combinazione di passione per l’arte e la narrativa visiva, oltre a una curiosità intrinseca per nuove sfide creative. Quando mi è stata offerta l’opportunità di interpretare Luz, la proprietaria del locale queer Love Club, ho visto in questo ruolo una possibilità unica di esplorare ulteriormente le questioni di identità, diversità e inclusione che sono al centro del mio lavoro artistico come fotografa.

Cosa c’è di te che ti accomuna con il personaggio che interpreti Luz la proprietaria del locale queer Love Club?
Ciò che mi accomuna con il personaggio di Luz è la determinazione a creare uno spazio sicuro e accogliente per la comunità LGBTQ+. Come fotografa, ho sempre cercato di catturare l’autenticità e la bellezza della diversità umana, e interpretare Luz mi ha permesso di portare avanti questo stesso spirito attraverso un mezzo diverso. Entrambi condividiamo un impegno profondo per la creazione di luoghi di accettazione e celebrazione della diversità, e questa connessione emotiva mi ha guidato nel mio ruolo di attrice.

Hai avuto modo di visitare molte città grazie al tuo lavoro, quali sono le tue considerazioni quali differenze hai constatato in ogni luogo rispetto l’ emancipazione delle persone LGBTQ+?
Visitare molte città mi ha permesso di osservare varie sfaccettature dell’emancipazione della comunità’ LGBTQ+. Ho notato differenze significative nelle politiche, nelle norme sociali e nella cultura in ogni luogo. Alcune città mostrano una maggiore apertura e accettazione, mentre altre sono ancora in fase di lotta per i diritti e l’uguaglianza. Tuttavia, ovunque ho visto il potere della comunità nel lottare per la loro emancipazione e nel creare spazi sicuri e inclusivi per tutti.

Hai nuovi progetti in serbo?
Sono ora impegnatissima nel finire il mio primo libro che uscirà il prossimo Luglio; e per non farci mancare nulla, alla fine di aprile apriremo l’open call per la ricerca dei prossimi 100 volti di Gender Project questa volta a Barcellona.

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