domenica, Novembre 30, 2025
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Al vertice di Luanda l’Unione Europea e l’Unione Africana rilanciano la loro partnership

AGI – Il settimo vertice tra l’Unione Africana e l’Unione Europea, che quest’anno celebra 25 anni di partenariato, è in corso a Luanda, in Angola, e riunisce oltre 600 rappresentanti politici e istituzionali. Il vertice include 28 capi di Stato e di governo, 18 rappresentanti di paesi africani, nonché 14 leader europei e delegati di 12 Stati membri dell’UE. Tra questi, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen; il Presidente del Consiglio Europeo, António Costa; il Presidente dell’Angola, João Lourenço, che quest’anno detiene la presidenza di turno dell’Unione Africana; il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres; e il Presidente della Commissione dell’Unione Africana, Mahmoud Ali Youssouf. L’Italia è rappresentata dal Primo Ministro Giorgia Meloni. Al vertice parteciperanno anche Akinwumi Adesina, Presidente della Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Odile Renaud-Basso, Presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), nonché rappresentanti di diverse organizzazioni regionali africane.

Un nuovo modello di cooperazione

Nel suo intervento, il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni ha sottolineato che la priorità condivisa tra Europa e Africa è “il consolidamento di un nuovo modello di cooperazione che abbiamo iniziato a costruire negli ultimi anni” e il superamento dell’atteggiamento “paternalistico” con cui l’Occidente si è avvicinato alle nazioni africane in passato. “Era importante riconoscere questi errori e ripartire da zero. L’Italia ha scelto di tradurre questo approccio in un ambizioso programma di interventi concreti, che abbiamo chiamato Piano Mattei per l’Africa, in omaggio a un grande italiano che ha saputo individuare opportunità di crescita condivisa dove altri non ne vedevano. Questo programma, sviluppato in collaborazione con i governi africani, il settore privato e le organizzazioni della società civile, sta costantemente ampliando la sua portata, grazie in particolare al prezioso contributo della Banca Mondiale, della Banca Africana di Sviluppo e di molti altri partner che condividono la nostra visione”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio.

Per Meloni, il Piano Mattei “non è più solo un’iniziativa italiana, ma una strategia europea e internazionale”, che si basa su numerose sinergie strutturate, come quella che abbiamo instaurato con il programma Global Gateway dell’Unione Europea. Questa cooperazione rappresenta già oltre 1,2 miliardi di euro e mira alla realizzazione di progetti su larga scala. Penso in particolare al Corridoio di Lobito, questa infrastruttura essenziale che collegherà Angola, Repubblica Democratica del Congo e Zambia: sarà cruciale per collegare i mercati regionali a quelli globali e per lo sviluppo dell’Area di Libero Scambio Continentale Africana. Penso anche all’impegno per estendere il cavo Blue Raman all’Africa orientale, questa infrastruttura digitale che collegherà l’India alle economie europee, attraverso il Mediterraneo e il Medio Oriente. Si tratta di progetti concreti, strutturanti e visionari che sfruttano sinergie di scala e mettono in comune le nostre competenze e competenze, unendo così i nostri destini. Ma se il nostro obiettivo è la pace e la sicurezza dei nostri popoli, non dobbiamo avere paura di unire sempre più le forze su altri fronti cruciali”, ha concluso Meloni.

Il Primo Ministro ha poi sottolineato la necessità di proseguire la cooperazione per garantire la sicurezza delle frontiere e contrastare il terrorismo transnazionale e la criminalità organizzata. Ha ribadito la necessità di liberare il continente dall’insostenibile peso del debito per costruire un’Africa veramente libera, capace di scegliere il proprio destino. Secondo fonti italiane, la partecipazione dell’Italia al Vertice di Luanda mira a riaffermare il suo impegno per un modello di equa cooperazione con i Paesi africani, in linea con il Piano Mattei, e a sottolineare la piena coerenza tra la sua strategia nazionale e l’approccio europeo del Global Gateway. Tali fonti indicano inoltre che l’Italia ritiene particolarmente importante sviluppare questo dialogo in Angola, Paese prioritario del Piano Mattei da gennaio, con il quale è stata instaurata una partnership in diversi settori, tra cui le infrastrutture – con il sostegno italiano al corridoio ferroviario di Lobito – e l’agricoltura. Il Vertice di Luanda rappresenta quindi un’importante occasione per riaffermare, con i 27 Stati membri, l’impegno condiviso per il consolidamento della stabilità e della sicurezza nel continente africano. L’Italia sta contribuendo agli sforzi europei fornendo risorse e competenze attraverso missioni e operazioni di supporto civile e militare in teatri operativi chiave e instabili. Questo impegno, hanno proseguito fonti italiane, integra gli investimenti promossi dal Piano Mattei e dal Global Gateway, perché senza sicurezza è impossibile promuovere una crescita veramente condivisa.

Un futuro comune

In precedenza, in apertura della riunione, il Presidente della Commissione dell’Unione Africana, Mahmoud Ali Youssouf (Gibuti), ha affermato che il vertice ha offerto alle parti una preziosa opportunità per riflettere su “un futuro comune”, in un contesto di incertezza internazionale, ma con l’ambizione di sviluppare l’Africa in un clima di pace. “Le norme geopolitiche sono oggi messe in discussione, con l’escalation dei conflitti e l’indebolimento del diritto internazionale”, ha affermato l’ex Ministro degli Esteri gibutiano, sottolineando la necessità per l’Africa di “posizionarsi” in un mondo in cui “il multilateralismo viene minato e le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) vengono violate”. Per Youssouf, il vertice tra l’Unione Europea e l’Unione Africana offre alle parti una preziosa opportunità per riflettere su un “futuro comune”, in un contesto di incertezza internazionale, ma con l’ambizione di sviluppare l’Africa in un clima di pace.

La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, da parte sua, ha sottolineato la necessità che Africa ed Europa affrontino una questione comune: come creare posti di lavoro per i loro cittadini, come diversificare le loro economie e come ridurre la loro dipendenza. “Africa ed Europa hanno bisogno l’una dell’altra molto più che mai”, ha dichiarato von der Leyen. “Dobbiamo considerare le opportunità che abbiamo davanti, come amici di lunga data, ma anche come partner economici e commerciali”, ha aggiunto. “Insieme, stiamo costruendo nuove infrastrutture per collegare Africa ed Europa, dai porti agli oleodotti e gasdotti”, ha affermato. “Il messaggio è chiaro: in questo periodo di tensioni internazionali, crediamo nel potere del commercio”, ha spiegato il Presidente della Commissione Europea, annunciando che l’Unione Europea aveva già mobilitato oltre 120 miliardi di euro in Africa attraverso l’iniziativa Global Gateway, di cui 150 miliardi di euro stanziati per l’Africa in risposta all’iniziativa cinese Belt and Road. “Quando abbiamo lanciato l’iniziativa Global Gateway, il nostro obiettivo era investire 150 miliardi di euro in Africa entro il 2027. Ad oggi, abbiamo già mobilitato oltre 120 miliardi di euro. Siamo sulla buona strada per raggiungere il nostro obiettivo”, ha dichiarato Ursula von der Leyen, sottolineando che “in un momento in cui altri grandi investitori stanno rivedendo i loro impegni globali, l’impegno dell’Europa nei confronti dell’Africa è destinato a durare”.

Secondo il Presidente del Consiglio europeo António Costa, Europa e Africa possono ora vantare un autentico partenariato “da continente a continente, da popolo a popolo”, che si estende ben oltre i confini delle due organizzazioni. “Questo vertice è particolarmente importante e simbolico, poiché celebriamo il 25° anniversario del partenariato strategico tra Africa ed Europa, lanciato al nostro primo incontro al Cairo”, ha ricordato Costa, sottolineando che l’intenzione all’epoca era quella di costruire un partenariato caratterizzato da uno spirito di lealtà, alleanza e cooperazione. Nel suo discorso, il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha evidenziato la tendenza globale verso un nuovo ordine multipolare, che tuttavia comporta il rischio di una nuova divisione in blocchi. Ha affermato che questo rischio deve essere contrastato sviluppando il coordinamento politico, il dialogo e le riforme che promuovano una maggiore partecipazione. Guterres ha inoltre sottolineato la necessità di dare spazio ad “altruismo, uguaglianza e pace”, citando alcune delle principali crisi che colpiscono il continente africano, dal Sudan e dalla Somalia al Mali e alla Repubblica Democratica del Congo.

Il presidente angolano João Lourenço, da parte sua, ha sottolineato la necessità che Africa ed Europa “procedano insieme” per affrontare le sfide globali. “Insieme, abbiamo tutto ciò che può essere utile e contribuire allo sviluppo dei nostri continenti”, ha affermato Lourenço, invocando una rivitalizzazione del multilateralismo “per il bene di tutta l’umanità”. Il leader angolano ha osservato che l’Unione Africana ha definito priorità chiare per guidare lo sviluppo del continente, concentrandosi sul consolidamento della pace, della stabilità e della sicurezza, condizioni che considera essenziali per accelerare l’integrazione economica, promuovere l’emancipazione delle donne e dei giovani e favorire la resilienza climatica e la transizione energetica.

 

 

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