AGI – Prada accelera sul fronte industriale e mette Versace al centro della sua nuova fase di crescita. Il 2 dicembre si chiuderà l’operazione Medusa, un passaggio che segna l’inizio di un nuovo ciclo. Ed è anche la ragione per cui il gruppo non ha alcuna intenzione di allargare ulteriormente il perimetro. “Non pensiamo ad acquisizioni. Siamo impegnati su Versace per almeno tre anni” dice l’amministratore delegato di Prada group Andrea Guerra. Per il futuro “non si può mai dire, ma oggi non c’è nulla di cui discutere quanto a nuovi ingressi”, rimarca Lorenzo Bertelli, che della Medusa sarà il presidente esecutivo, a margine delle celebrazioni per i 25 anni della Prada Group Academy a Scandicci. Il focus è su Versace. È questa maison la scommessa su cui Prada ha deciso di concentrare energie e risorse.
“Abbiamo avuto una meravigliosa opportunità” afferma Guerra. “È un marchio unico, straordinario, incredibilmente complementare, nel senso che è eccezionalmente diverso dai marchi del nostro portafoglio. Colpisce un’estetica diversa, un consumatore diverso. Però, dall’altra parte, ha una serie di elementi incredibilmente simili, perché anche il marchio Versace nasce da un pensiero culturale, nasce da un pensiero classico mediterraneo, nasce nell’innovazione“. L’amministratore delegato sottolinea che l’operazione non nasce da una logica di confronto competitivo.
“Penso che ognuno abbia la sua storia e il proprio futuro. Non ci misuriamo con Versace per essere più competitivi. Lo siamo già. Andiamo avanti per la nostra strada che è una strada di cultura, di innovazione, totalmente alternativa a quella di chiunque altro e finora ha funzionato”. E la rilevanza storica del marchio resta per Guerra un punto fermo. “Versace è il marchio che ha inventato la moda cosi’ come la conosciamo oggi. Ha inventato il glamour, ha inventato le supermodelle, ha avvicinato alla moda una cultura più popolare. E una cosa che ogni tanto ci dimentichiamo. Ha portato la musica nella moda, che è un elemento fondamentale”. Il gruppo entra in questa fase forte di una traiettoria di espansione consolidata.
“Gli ultimi 4-5 anni segnano sicuramente un lungo periodo di crescita” osserva l’Ad. “Per cui speriamo di continuare a crescere con una velocità superiore alla media del settore”. L’obiettivo degli 8 miliardi resta sullo sfondo, senza una data precisa. “Non ho la più pallida idea” dice sorridendo.
“Era un’ambizione e quella ambizione rimane. Noi vogliamo continuare a crescere a una velocità superiore a quella del settore, senza scorciatoie. Oggi questo significa essenzialmente trovare una crescita a parità di numero di negozi. Finora ha funzionato”. L’arrivo di Versace viene visto come un ulteriore elemento di spinta.
“Aggiungiamo un altro pezzetto di motore alla nostra macchina. Sarà un lavoro di lungo periodo, ma sono certo che ci aiuterà a raggiungere la dimensione a cui aspiriamo”.
Prada investe nella formazione dei giovani talenti
Nel venticinquesimo anniversario della Prada Group Academy, il Gruppo Prada apre le porte dello stabilimento di Scandicci, uno dei più importanti poli produttivi del Gruppo, per raccontare un passaggio strategico della sua crescita industriale. L’occasione serve a ribadire la centralità della formazione, ma soprattutto a delineare una fase di espansione che comprende nuove aperture, ampliamenti nei siti esistenti e investimenti mirati alla continuità della filiera. Dal 2019 alla fine del 2024 il Gruppo ha destinato più di 200 milioni di euro alle proprie strutture industriali; nel 2024 sono stati investiti circa 40 milioni in integrazione verticale, mentre nel 2025 sono in corso interventi per circa 60 milioni, distribuiti tra nuovi poli produttivi e potenziamenti di stabilimenti in Italia e all’estero. Prada opera oggi con 25 siti industriali, 23 dei quali in Italia, e oltre 15 mila dipendenti, di cui una quota rilevante impiegata nella manifattura di pelletteria, calzature e abbigliamento. È in questo scenario che si collocano i nuovi progetti del Gruppo, descritti come l’evoluzione naturale di un percorso già avviato.
“Penso che, dal punto di vista degli investimenti, non ci siamo mai fermati e continuiamo”, ha spiegato l’amministratore delegato Andrea Guerra durante il press day. “Nella pipeline più prossima c’è Milano, dove trasferiamo, allarghiamo e rendiamo ancora più profonda tutta la lavorazione del pregiato. Quindi un laboratorio che diventa ancora più articolato”.
Un intervento che, nelle intenzioni del management, mira a consolidare competenze tecniche e a rendere più fluida la gestione di un comparto produttivo delicato. Il progetto di Milano si affianca all’apertura di due poli produttivi. Il primo è il nuovo stabilimento per la pelletteria a Piancastagnaio (Siena), progettato da zero per essere all’avanguardia sul piano tecnologico e ambientale.
“Ne stiamo costruendo uno da capo per renderlo all’avanguardia in un contesto di seria sostenibilità”, ha precisato Guerra. Il secondo è il nuovo centro dedicato alla maglieria a Gubbio, indicato tra i progetti più rilevanti del 2025 per rafforzare una lavorazione che richiede competenze altamente specializzate.
Gli stabilimenti interessati dagli ampliamenti
Accanto alle nuove aperture, il piano prevede una serie di ampliamenti. A Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo, viene esteso il polo produttivo della pelletteria. A Northampton, nel Regno Unito, sono in corso investimenti per aumentare la capacità produttiva dello storico stabilimento delle calzature. Nelle Marche, dove la filiera della scarpa rappresenta un asse centrale del distretto, il Gruppo sta intervenendo sui processi e sulle attrezzature, senza l’apertura di nuove sedi. Si tratta di un disegno che affianca alla costruzione ex novo di stabilimenti il rafforzamento dei distretti in cui Prada è già radicata. La giornata a Scandicci ha consentito anche di visitare i laboratori dove le borse prendono forma attraverso una lunga sequenza di passaggi, anche 50. A guidarci è da Daniele Eclizietta, in Prada da 29 anni e oggi docente dell’Academy.
Da Miu Miu che si estende su un piano a Prada su un altro, postazione dopo postazione, ci mostra la selezione dei pellami, una fase che richiede esperienza nel valutare la grana e la consistenza, e il taglio, realizzato a mano o con macchine di precisione. Come si realizzano le ‘mandorle’ per i manici, modellate una a una, e come prende forma il matelassè, la lavorazione trapuntata che combina pelle, lycra e ovatta in un sistema di cuciture regolari.
Per i giovani che entrano in Academy certo ci vorrà un pò di tempo prima di poter acquisire tutte le competenze, il corso dura circa 6 mesi, poi molti, circa il 70% restano nel gruppo, vengono assunti. Tra il 2021 e il 2024 la Prada Group Academy ha formato 571 allievi provenienti da 18 nazionalità, con una partecipazione femminile del 69,7%. Nel 2025 i percorsi attivi sono sette, con 152 partecipanti e nuove sedi formative a Torgiano per la maglieria e a Montegranaro per la calzatura uomo.
“Ovunque c’è una specializzazione, abbiamo fatto nascere una Academy” ha detto l’Ad. In una fase storica in cui la manifattura di alta gamma soffre per la mancanza di competenze e per la pressione sulle supply chain, Prada sceglie di rispondere con investimenti massicci, verticalizzazione e formazione interna.



