sabato, Novembre 29, 2025
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Inquinamento atmosferico alle stelle, l’Iran chiude scuole e uffici

AGI – Il grave inquinamento atmosferico a Teheran e in diverse altre province dell’Iran ha costretto nuovamente alla chiusura dei centri educativi e amministrativi sabato e alla dichiarazione di allerta da parte delle squadre di emergenza di fronte a livelli dannosi di inquinamento per la popolazione.

Teheran, che negli ultimi giorni è stata una delle città più inquinate al mondo, ha registrato livelli di concentrazione di particelle PM2,5 (le più pericolose per l’uomo) di 156 nelle ultime 24 ore, considerati malsani per tutti i gruppi, secondo la Air Quality Control Company della capitale iraniana.

Misure di emergenza e restrizioni operative

Di fronte a questa situazione, scuole e università operano virtualmente, i dipendenti pubblici lavorano da casa e le banche operano in modo limitato, con solo alcune filiali in servizio, ha reso noto il Comitato per l’Emergenza per l’Inquinamento Atmosferico.

Allo stesso modo, l’Ufficio Meteorologico di Teheran ha riferito che, a causa della concentrazione di particelle inquinanti, le squadre di emergenza restano in “allerta massima“, indicando che l’inquinamento atmosferico rimarrà a livelli dannosi fino a lunedì.

Il governatore di Teheran, Mohammad Sadegh Motamedian, ha raccomandato l’uso delle mascherine per i gruppi vulnerabili, come bambini, anziani, pazienti con malattie cardiache o respiratorie e donne in gravidanza.

Estensione delle restrizioni in altre province

Oltre a Teheran, diverse province del paese, come l’Azerbaigian orientale e occidentale, Ardabil, Alborz, Bushehr, Gilan e Isfahan, anch’esse con alti livelli di inquinamento atmosferico, hanno adottato misure simili, come l’organizzazione virtuale delle lezioni educative e la limitazione delle attività amministrative.

Queste restrizioni sono iniziate martedì e mercoledì scorso a Teheran e in una dozzina di province del paese.

Indice di qualità dell’aria e impatto sulla salute

Livelli di indice di qualità dell’aria (AQI) tra 151 e 200 sono considerati malsani per tutti i gruppi, mentre letture superiori a 200 sono classificate come molto malsane o pericolose.

Ogni anno, a fine autunno e durante l’inverno, l’Iran vive una crisi di inquinamento atmosferico stagionale, alimentata dalle emissioni di veicoli, industrie e condizioni meteorologiche avverse.

Gli esperti ambientali indicano le emissioni dei veicoli, la combustione di combustibili di bassa qualità, le vecchie fabbriche ai margini metropolitani e l’inversione termica che intrappola gli inquinanti come cause principali di inquinamento.

Secondo i dati del Ministero della Salute iraniano, l’inquinamento atmosferico ha causato quasi 58.975 morti in Iran tra marzo 2024 e marzo 2025.

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