venerdì, Gennaio 2, 2026
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

Legge per il contrasto all’antisemitismo: riparte il confronto nel Pd sul ddl Delrio

AGI – Partirà ufficialmente il 7 gennaio, in Commissione Affari Costituzionali, il confronto sulle proposte di legge riguardanti il contrasto all’antisemitismo. A dare lo start sarà la proposta di legge presentata dal dem Graziano Delrio, testo che ha provocato uno scontro interno al Partito Democratico.

Oltre a Delrio, la proposta risulta firmata dall’ala riformista del partito, critica con la segretaria Elly Schlein. Tra i senatori che hanno firmato il disegno di legge ci sono, infatti, Simona Malpezzi, Filippo Sensi, Alfredo Bazoli, Pier Ferdinando Casini, Tatjana Rojc, Walter Verini, Sandra Zampa. A questi, poi, si sono aggiunte le firme di Carlo Calenda, del senatore di Azione Marco Lombardo, e quella di Luigi Spagnolli delle Autonomie. Presente anche la firma di Alessandro Alfieri, esponente della segreteria dem. Il titolo del ddl recita “Disposizioni per la prevenzione e il contrasto all’antisemitismo e per il rafforzamento della strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo nonché delega al governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme online“. Dal testo, presentato a inizio dicembre, ha preso le distanze il Nazareno per voce del presidente dei senatori Pd: “Il gruppo del Pd al Senato non ha presentato alcun disegno di legge in materia di Antisemitismo. Il senatore Delrio ha depositato, a titolo personale, il ddl ‘Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell’Antisemitismo’ che non rappresenta la posizione del gruppo né quella del partito”, spiegava Francesco Boccia. Alla base della scelta dei vertici del Pd c’è il timore che il ddl Delrio finisca per rappresentare una bavaglio ai critici del governo israeliano.

Le preoccupazioni sul rischio di censura e sanzioni

“Se questo testo diventasse legge, chi contesta radicalmente i comportamenti dello Stato di Israele verrebbe definito antisemita e quindi sanzionato“, spiegava il rossoverde Angelo Bonelli a poche ore dalla presentazione del ddl Delrio al Nazareno. Inoltre, quel testo, “all’articolo 2, delega il governo Meloni a varare uno o più decreti legislativi con prescrizioni all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ‘in materia di prevenzione, segnalazione, rimozione e sanzione dei contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme online di servizi digitali in lingua italiana’. Gli articoli 3 e 4 prevedono che ogni università nomini una sorta di controllore che vigili su eventuali attività interne, anche didattiche, considerate illegittime sempre sulla base dei criteri definitori dell’Antisemitismo fissati dall’Ihra“, International Holocaust Remembrance Alliance.

La definizione Ihra e le tensioni interne al Pd

Nel dirlo, Bonelli rimanda all’intervento di Roberto Della Seta, storico esponente del Pd, sulle pagine del Manifesto. La definizione dell’Ihra qualifica come antisemitismo “qualsiasi critica radicale nei confronti di Israele“, spiega Della Seta, “e verso il sionismo quale sua ideologia fondativa”. Ne sono scaturite tensioni interne al Pd che hanno toccato i livelli di guardia durante l’assemblea nazionale del 14 dicembre, con accuse incrociate fra Boccia e Delrio. Il 17 dicembre, poi, Boccia ha convocato la riunione dei senatori per trovare una quadra che mettesse d’accordo tutti. Tre ore e mezzo di discussione è servita a fare rientrare le tensioni sul ddl Delrio per il contrasto all’antisemitismo, ma non a far ritirare il ddl Delrio.

La ricerca di un nuovo testo e gli obiettivi del partito

Francesco Boccia ha dato mandato al senatore Andrea Giorgis, capogruppo dem in commissione Affari Costituzionali, di coordinare il lavoro per arrivare a un testo sull’argomento che tenga insieme tutte le sensibilità interne. Graziano Delrio, però, ha rivendicato la sua scelta, chiedendo che il suo testo fosse adottato come punto di partenza. Lo stesso ha fatto il senatore Alfredo Bazoli sottolineando che se da un nuovo testo bisogna partire, è necessario che lo si faccia in dialogo con Delrio. Tra gli interventi nella stessa riunione c’è stato quello di chi, fra i senatori dem, ha chiesto di inserire nel nuovo testo un riferimento a tutte le forme d’odio e non solo all’antisemitismo. Quello che verrà prodotto dal Pd, viene spiegato, non dovrebbe essere comunque un testo che insiste sul codice penale, ma delle linee guida per la formazione, l’informazione, l’educazione dei più giovani. Delrio ha in ogni caso difeso il testo presentato una settimana fa spiegando che non è presente in esso alcun rischio di censura di opinioni, ma che si basa sull’unica definizione di antisemitismo accettata e presente nelle legislazioni di 24 paesi europei su 27.

 ​ Read More 

​ 

VIRGO FUND

PRIMO PIANO