AGI – Forti esplosioni, accompagnate da rumori simili a quelli di aerei in volo, si sono verificate intorno alle 2 locali (le 7 in Italia) a Caracas. Secondo quanto riportato da un giornalista dell’Afp, le deflagrazioni sono andate avanti per circa un quarto d’ora. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dispiegato una flotta nei Caraibi e ipotizzato attacchi terrestri contro il Venezuela sostenendo che i giorni del presidente Maduro sono “contati”.
Il governo venezuelano ha denunciato una “gravissima aggressione militare” da parte degli Stati Uniti su località civili e militari negli stati di Miranda, Aragua, La Guaira e nella capitale Caracas, e ha ordinato “lo spiegamento del comando per la difesa integrale della nazione”.
Un altro boato è stata sentita alle 2,38 (le 7,38 in Italia). Immagini non verificate condivise sui social media mostrano grandi incendi con colonne di fumo, sebbene non sia possibile individuare con precisione la posizione. Sembrano che le esplosioni si siano verificate nella parte sud e orientale di Caracas.
Sui media locali e sui social media vengono segnalate esplosioni in varie zone della capitale venezuelana, tra cui El Valle, Los Proceres, La Pastora, 23 de Enero e La Carlota, dove si trova una base aerea. Sarebbe stato colpito anche un centro comunicazioni a El Hatillo. Sono state segnalate detonazioni in altre zone del Paese, come La Guaira (a nord, vicino a Caracas), Higuerote (a nord, nello stato di Miranda) e Maracay, capitale dello stato di Aragua (a nord). Testimoni hanno riferito esplosioni sono state avvertite nei pressi del porto di La Guaira.
Maduro dichiara lo stato di emergenza
“Il Venezuela respinge, condanna e denuncia di fronte alla comunità internazionale la gravissima aggressione militare perpetrata dall’attuale governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e il popolo venezuelano”, si legge in una dichiarazione del governo.
“Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e per l’immediata transizione alla lotta armata”, prosegue il comunicato trasmesso dalla televisione nazionale.
Trump accusa Maduro di guidare una rete di narcotraffico. Caracas nega e sostiene che Washington voglia rovesciare Maduro per impossessarsi delle riserve petrolifere del Paese, le piu’ grandi al mondo.
Ministero degli Esteri Caracas, “flagrante aggressione Usa”
Il ministero degli Esteri venezuelano ha “condannato fermamente l’aggressione statunitense” contro il Paese. “La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, condanna e dichiara alla comunità internazionale la flagrante aggressione militare commessa dall’attuale governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e la popolazione del Venezuela nelle aree civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, nonché negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira”, si legge in una dichiarazione pubblicata sul canale Telegram del ministro degli Esteri venezuelano Ivan Gil.
Tajani, seguo evoluzione, Meloni informata
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, segue “con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l’evoluzione della situazione” in Venezuela dopo la notizia di bombardamenti sulla capitale, “con particolare attenzione per la comunità italiana”. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “è costantemente informata” e l’Unita’ di crisi della Farnesina è operativa, ha aggiunto il Ministro.



