AGI – Non ci sarà transizione democratica in Venezuela se prima non saranno rilasciati tutti i prigionieri politici e se le forze armate non rispetteranno il mandato che il popolo ha espresso con il voto del luglio 2024. A dirlo è Edmundo Gonzalez Urrutia, il candidato dell’opposizione ampiamente riconosciuto da molti Paesi e organizzazioni internazionali, tra cui il Parlamento Europeo e l’Italia, come il legittimo presidente eletto del Venezuela.
“Oggi, colui che ha usurpato il potere non è più nel Paese e deve affrontare la giustizia” dice Gonzalez in un messaggio su X, “Questo fatto delinea un nuovo scenario politico, ma non sostituisce i compiti fondamentali che ancora ci attendono, tra cui uno inevitabile: il rilascio immediato e incondizionato dei prigionieri politici, civili e militari, rapiti per aver pensato diversamente, per aver rivendicato diritti o per aver adempiuto al loro dovere costituzionale“.
La lealtà della piattaforma unitaria democratica
Gonzalez ha assicurato che la Piattaforma Unitaria Democratica di Corina Machado che lo ha scelto come candidato presidente è “leale al Venezuela, leale alla democrazia, allo stato di diritto e alla dignità dei suoi cittadini” e si è detto convinto che il sostegno dato dal popolo con il voto del luglio 2024 “è profondo, travolgente e incrollabile, e non verrà mai tradito”.
Costruire la transizione con unità nazionale
Ha assicurato che l’opposizione agirà “responsabilmente, con senso del dovere verso la nazione e con la convinzione che la transizione debba essere costruita con fermezza, rispetto e unità nazionale“.
“Il Venezuela ha bisogno di unità per ricostruirsi, unità per guarire, per riscoprire sé stesso e per garantire che il potere non venga mai più usato contro il suo stesso popolo”. Il Paese “ha bisogno di verità, giustizia e riconciliazione, senza impunità”.
L’appello alle forze armate e di sicurezza
Rivolgendosi poi alle forze armate e di sicurezza ha ricordato che il loro dovere è “sostenere e far rispettare il mandato sovrano espresso il 28 luglio 2024“. “Come Comandante in Capo, vi ricordo che la vostra lealtà è rivolta alla Costituzione, al popolo e alla Repubblica” ha concluso. “Lo affrontiamo con serenità, chiarezza e impegno democratico. Il Paese che verrà deve essere un Paese di diritti, istituzioni e speranza. E lo costruiremo insieme”.



