martedì, Gennaio 13, 2026
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La protesta dei tassisti, oggi in sciopero nazionale fino alle 22

AGI – Al via dalle 8 di questa mattina e fino alle 22 di questa sera, lo sciopero nazionale dei tassisti. A proclamarlo una ventina di sigle sindacali che chiedono al governo di intervenire per regolamentare la disciplina di utilizzo delle piattaforme di prenotazione online gestite da gruppi multinazionali e chiedono una legge di riordino del settore.

La protesta vede però anche delle differenziazioni nel fronte sindacale, con l’Unione Radiotaxi d’Italia e il consorzio itTaxi che non aderiranno allo sciopero.

Il presidio a Roma 

In diverse città sono in programma dei presidi presso la sede delle prefetture. A Roma è prevista una manifestazione con un corteo di 50 auto bianche dirette dall’aeroporto fino alla Bocca della Verità, a seguire un concentramento a piazza Capranica.

Le richieste dei tassisti in sciopero

Lo stop  chiede “un reale contrasto ai fenomeni di abusivismo presenti nel settore e per arrivare ad una seria disciplina delle piattaforme di intermediazione digitale di proprietà di grandi gruppi multinazionali e dei loro algoritmi“, spiegano congiuntamente Associazione Tutela Legale Taxi, Atitaxi, Claai, ConsulTaxi, Fast Confsal Taxi, Federtaxi Cisal, Or.s.a. Taxi, SATaM, Sitan, Sul Taxi, Tam, Ugl Taxi, UIL trasporti taxi, Filt Cgil, Unimpresa, Unione Artigiani, Usb Taxi, Uritaxi, Uti.

Le motivazioni della protesta

Quello di oggi “non è uno sciopero contro un ministro né contro i parlamentari che si stanno impegnando per una revisione normativa, ma contro il governo a cui chiediamo il rispetto degli impegni presi a difesa del servizio pubblico. Chiediamo che ci siano le condizioni per cui i tassisti facciano i tassisti e i noleggiatori con conducente facciano i noleggiatori. Senza che nessuno rimanga vittima del caporalato delle multinazionali con i loro algoritmi“, spiega Nicola Di Giacobbe della Filt Cgil.

La posizione di URI e itTaxi

Di parere opposto URI – Unione Radiotaxi d’Italia e il consorzio itTaxi che non aderiranno allo sciopero. “Le rassicurazioni degli onorevoli Deidda e Ruspandini ci convincono a proseguire sulla via del dialogo”, commenta Loreno Bittarelli, presidente di URI e itTaxi. “Chi promuove questa astensione – prosegue – dovrebbe in realtà protestare contro se stesso. Sono le stesse sigle che, nel 2019, proposero e ottennero modifiche alla legge quadro, e ai suoi decreti attuativi, generando un vuoto regolatorio ed effetti disastrosi”.

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