AGI – Un biglietto lasciato da una spedizione italiana del 1972 ritrovato su un remoto picco della Turchia. Non credevano ai loro occhi gli alpinisti del gruppo turco Camadan che un mese e mezzo fa hanno effettuato la scoperta sulla cima Atalani, 3510 metri nella catena dei monti Kackar, al confine con la Georgia.
Una cima difficile in una zona remota del Mar Nero Orientale il cui panorama è caratterizzato da fitte foreste di conifere e picchi rocciosi poco battuti. Proprio su una delle montagne più difficili, alte ed isolate, la spedizione guidata da Metin Colak si è ritrovata inaspettatamente di fronte a un piccolo tumulo di pietre. “Quando ci siamo resi conto che era opera di qualcuno non ci siamo sentiti soli, ci si è aperta una finestra su un mondo lontano, toccato con mano il valore di una passione senza tempo“, ha dichiarato Colak.
La scoperta e la spedizione del Cai Pordenone
Una lattina di tonno con dentro un biglietto con su una data e dei nomi: “20-8-72, Spedizione Cai Pordenone Italy, quota 3510, Enzo Laconca, Giovanni Martin”. Nomi e referenze che hanno messo subito in moto i turchi, che hanno contattato il Club Alpino Italiano (Cai) che ha confermato che la spedizione italiana fu opera di Alleris Pizzur, Sisto Degan, Enzo Laconca, Gianni Martin ed Ezio Migotto. Un gruppo di abili alpinisti friulani nel 1972 partì con un fine sia alpinistico che scientifico. I ragazzi attraversarono Jugoslavia, Grecia e tutta la Turchia a bordo di due Maggiolini Volkswagen. “Per pagarmi il viaggio avevo venduto il mio stereo, non avevo molti soldi, lavoravo alla Zanussi come operaio”, le parole di Gianni Marin rintracciato dal Cai e ancora in vita.
L’obiettivo scientifico e la sfida dei Kackar
Con pochi soldi ma con una grande passione per la montagna si spinsero fino a pochi chilometri dal confine, misterioso e invalicabile, con l’Unione Sovietica. A guidarli c’era il professore di Filosofia e Storia Silvano Zucchiatti. Fu lui a raccogliere le prime, sommarie per la verità, informazioni sui Kackar, per lo più descrizioni di una catena di cime rocciose, molte delle quali più alte di 3 mila metri e inviolate, caratterizzate da un ecosistema alpino e abbondanti precipitazioni.
I risultati incredibili e l’eredità
Dopo il lungo viaggio gli alpinisti italiani si stabilirono nei villaggi ai piedi delle montagne e si misero alla prova sulle pareti. In poco tempo ottennero risultati incredibili realizzando l’ascensione di 32 cime, 19 delle quali inviolate. Attività il cui motore era la passione per la montagna, ma il cui fine era la raccolta di campioni di roccia e la stesura di rilievi topografici che furono poi condivisi con i ricercatori turchi. La cima Atalani non fu scalata per la prima volta dagli italiani, bensì da una spedizione cecoslovacca che precedette i friulani di tre anni, nel 1969. Questo non ha impedito alla missione del glorioso Cai di Pordenone di conquistarsi un posto importante nella storia dei monti Kackar. Una sorte condivisa con la lattina di tonno con la nota di questi coraggiosi alpinisti, conquistatasi a sua volta un posto nel museo della montagna che sarà aperto nel Mar Nero Occidentale.



