giovedì, Gennaio 15, 2026
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Uganda al voto, l’81enne Museveni punta alla settima vittoria di fila

AGI – Giornata di voto oggi in Uganda, dove 21,6 milioni di aventi diritto sono chiamati alle urne per le elezioni presidenziali e parlamentari. Oltre al presidente, saranno eletti anche 353 deputati di circoscrizione e 146 rappresentanti donne, una per distretto locale. Tuttavia, a focalizzare l’attenzione di cittadini, media e osservatori è la corsa alla presidenza che, per la seconda volta, mette a confronto il longevo capo di Stato uscente, l’ottantunenne Yoweri Museveni, in carica da 40 anni, che punta alla settima vittoria elettorale consecutiva quasi certa, e il suo principale contendente Robert Kyagulanyi Ssentamu, noto in mezzo mondo come Bobi Wine. Il leader 43enne della National Unity Platform (NUP), ex pop star diventato politico, ha promesso una rivoluzione nella governance e riforme radicali. Tra le altre sei candidature alla presidenza, spunta anche il nome del tenente generale Mugisha Muntu, dell’Alliance for National Transformation Party (ANT).

Alle ultime elezioni del 2021, segnate da accuse di brogli e da una stretta sull’opposizione, Museveni aveva vinto con il 58% dei voti, rispetto al 35% di Wine. Museveni, al potere dal 1986, è il quarto leader più longevo in Africa e il suo governo ha modificato la Costituzione due volte per rimuovere i limiti di età e di mandato, consentendogli di ricandidarsi a queste elezioni.

Repressione e blocco di internet

Le votazioni di oggi si svolgeranno in un clima di repressione dell’opposizione, dei media e delle organizzazioni della società civile. Le autorità hanno bloccato internet da ieri, con una decisione presentata come “necessaria” per prevenire “disinformazione” e “incitamento alla violenza”. In un clima di repressione del dissenso, le autorità ugandesi hanno anche sospeso le licenze di alcune organizzazioni della società civile e avviato un’indagine nei loro confronti per presunto svolgimento di attività “lesive per la sicurezza e le leggi” del Paese.

Tra le ONG interessate dalla sospensione figurano Chapter Four Uganda e la National Coalition of Human Rights Defenders Uganda. Winnie Byanyima, direttrice esecutiva di UNAIDS, ha condannato fermamente la sospensione, definendo “assurdo” chiudere l’organizzazione a pochi giorni dal voto, in un contesto dove “rapimenti quotidiani, torture e detenzioni illegali sono diventati all’ordine del giorno sotto il Movimento di Resistenza Nazionale (NRM, al potere)”.

La campagna elettorale: Museveni contro Wine

Secondo gli ultimi sondaggi e analisi, il presidente uscente Yoweri Museveni dovrebbe vincere, ottenendo così un settimo mandato, in parte grazie al suo controllo totale sugli organi statali e di sicurezza. Di fronte a lui, c’è un avversario popolare, Bobi Wine, che ha attirato grandi folle ai suoi comizi nonostante la violenta repressione delle forze di sicurezza. Museveni ha tenuto il suo ultimo comizio elettorale a Kampala, con un grandioso spettacolo. Ai giornalisti stranieri è stato ripetutamente negato l’accesso all’area, nonostante fossero accreditati dal governo, e alcuni sono stati minacciati di arresto.

Preoccupazione internazionale e violazioni dei diritti umani

Anche la comunità internazionale guarda con attenzione e preoccupazione al voto in Uganda. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani si dice “preoccupato” per il clima di diffusa repressione e intimidazione che colpisce l’opposizione, i difensori dei diritti umani e i media. L’alto commissario Volker Turk ha denunciato l’uso di diverse leggi per “mettere a tacere le voci dissidenti“.

Associazioni per i diritti umani e osservatori internazionali affermano che almeno 550 attivisti sono stati arrestati durante questa campagna elettorale, segnata da numerose restrizioni ai danni di Bobi Wine e del suo partito NUP. Un caso clamoroso riguarda il medico Kizza Besigye, rapito a Nairobi e detenuto in Uganda a processo per tradimento. Le forze di sicurezza ugandesi stanno utilizzando veicoli non identificati per rapire e detenere esponenti dell’opposizione.

L’ONU ha esortato le autorità a garantire la sicurezza e a indagare su tutte le violazioni dei diritti umani. Secondo Amnesty International, le autorità hanno lanciato una “brutale campagna di repressione” contro l’opposizione, limitando il diritto alla libertà di associazione e di riunione pacifica.

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