AGI – “Mi manca il contatto con la squadra, con i calciatori, con il Viola Park e le persone che lavorano li’ ogni giorno, ma sono sempre aggiornato”: lo raccontava Rocco Commisso in un’intervista rilasciata a La Nazione a dicembre in cui spiegava che i problemi di salute non gli permettevano “un viaggio cosi’ lungo” come quello dagli Usa in Italia. Un mese dopo la sua morte, avvenuta la scorsa notte.
Il patron viola aveva ribadito l’intenzione di non vendere malgrado le difficoltà della squadra, in piena zona retrocessione: “Tutte le aziende attraversano momenti di difficoltà ma la lungimiranza di chi guida una società sta proprio nel trarre insegnamento dai momenti bui per poter uscirne più forti. Io non ho mai mollato in nessuna delle mie attività e a maggior ragione non lo farò adesso”.
“Viviamo una situazione difficile e dobbiamo uscirne in ogni modo, non possiamo permettere che la Fiorentina vada giù”, aveva aggiunto assicurando i suo pieno sostegno al nuovo tecnico, Paolo Vanoli: “Si è messo in gioco per la Fiorentina e sta lavorando giorno e notte per tirarci fuori da questa situazione: ha tutto il mio supporto e dovremo essere tutti dalla sua parte e aiutarlo nel suo lavoro”.



