venerdì, Febbraio 20, 2026
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“Mario Draghi inviato speciale Ue” per Sandro Gozi un modo “per accelerare le riforme”

AGI – “Non si tratta di un’operazione dietro le quinte, ma abbiamo fatto delle proposte su come rilanciare l’Europa, su come riformare la governance, su come accelerare l’attuazione dell’agenda dell’agenda Draghi.  E’ un’idea che abbiamo messo sul tavolo, ma ci possono essere altre soluzioni”. Lo ribadisce più volte l’eurodeputato di Renew Europe, Sandro Gozi nel corso di un’intervista all’AGI, sulla proposta lanciata insieme al collega Pascal Canfin di nominare Mario Draghi inviato speciale per l’attuazione del “Rapporto Draghi” sulla competitività europea lanciato sul settimanale france La Tribune. 

“Riteniamo che ci sia bisogno di rafforzare e accelerare l’attuazione del rapporto Draghi e che questo debba affrontare dei temi non solo legati all’economia, alla finanza e alla semplificazione, ma anche in modo più ampio al funzionamento. Dato che il tempo è poco, e dato che finalmente ci sembra che il senso dell’urgenza sia di casa al Consiglio europeo, riteniamo che potrebbe essere un’idea dare un incarico speciale a Draghi per lavorare in maniera molto intensa per accelerare l’attuazione della sua agenda, perché richiede un lavoro che è presso il Consiglio europeo, presso le capitali dei 27, di informazione al Parlamento europeo e d’intesa con la Presidente von der Leyen” spiega Gozi. 

Quella di un incarico ‘speciale’ “potrebbe essere un’idea da esplorare se veramente il Consiglio europeo è intenzionato a voler attuare il rapporto Draghi e non a ‘spizzichi e bocconi’ come si dice in Italia, dato che siamo solo a un 10-15% delle proposte di Draghi attuate” e aggiunge il deputato italiano eletto in Francia “riteniamo che avere lo stesso Draghi che incarna in maniera formale la responsabilità di attuare l’agenda potrebbe essere un modo per accelerare”.

Alla domanda se la nomina di Draghi non potrebbe rappresentare un’ulteriore frammentazione delle istituzioni e un segnale di incapacità delle istituzioni a portare a compimento l’agenda, Gozi è molto chiaro “sarebbe un agente interno di alto livello istituzionale e di grande rispetto e influenza all’interno delle tre istituzioni ,e potrebbe avere un senso che lui stesso coordini e lavori per spingere l’attuazione del rapporto”.

Il parlamentare ricorda inoltre che a ottobre 2025, il Parlamento Ue ha adottato a larga maggioranza il ‘Rapporto Gozi’ che nei vari punti prevede il superamento dell’unanimità a favore della maggioranza qualificata. “Del resto c’è bisogno di creatività, il fatto che finalmente, che la stessa presidente von der Leyen come altri leader in Consiglio cominciano a dire se i veti bloccano l’attuazione dell’agenda Draghi per l’unione dei capitali o per il ventottesimo regime delle PMI, possiamo utilizzare le cooperazioni rafforzate, c’è la possibilità a un gruppo di paesi, almeno 9, di andare avanti senza aspettare gli altri.
Prima era un tabù in Commissione e anche in Consiglio, e invece adesso viene invocata perché si capisce che non c’è tempo da perdere. Questa creatività e questo senso dell’urgenza che finalmente sembra avere un seguito operativo potrebbe essere utilizzato anche per dare questo incarico  a Draghi. Le due cose non mi sembrano indebolire l’Unione Europea, ma anzi rafforzarla, liberarla dai veti e dimostrare che c’è una volontà vera di non perdere più tempo”.

È stata la crisi in Groenlandia a dare un’accelerazione alla Ue? “Sì, c’è stato un cambio di passo, un risveglio molto brusco, innanzitutto per i nostri amici nordici, per i danesi, svedesi, che sono sempre stati paesi molto scettici rispetto alle accelerazioni e alla necessità di rafforzare l’integrazione,di costruire un’autonomia strategica, di costruire una vera politica industriale europea, di diventare indipendenti, di diventare sovrani, sono tutte cose che hanno visto sempre con una certa diffidenza. Mentre oggi sono i primi a chiederle e la crisi artica ha certamente contribuito – conferma Gozi – E poi il fatto che senza precedenti che un membro della Nato ne minaccia un altro ha certamente determinato un’accelerazione molto importante, che deve però essere incanalata in delle decisioni e in dei passi in avanti concreti, non solo nell’emozione”. 

 

 

“Posso assolutamente garantire che la maggioranza del Parlamento ha un’opinione molto positiva del lavoro che Draghi ha svolto in passato ed è fortemente impegnata nell’attuazione della sua agenda. – risponde Gozi sulla risposta che ha ricevuto alla sua proposta di nominare Draghi ‘inviato speciale’ –  Quindi certamente posso dire che il Parlamento europeo sarebbe favorevole a dare un incarico più operativo a Draghi per accelerare l’attuazione del suo rapporto” e per quanto riguarda i leader Ue “ vediamo cosa dirà il Consiglio, vediamo come il Consiglio vorrà trasformare in termini veri, formali, i discorsi che hanno fatto in questo vertice informale ad Alden Biesen  una settimana fa.
Perché poi adesso la traduzione vera in termini operativi, legislativi, finanziari, di bilancio dovrà essere fatta dal Consiglio europeo a fine marzo, al vertice formale, a Bruxelles”. 
 

 

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