AGI – Guardano in camera, ringraziano l’orchestra. Si uniscono ai balletti o restano concentrati e immobili accanto al microfono. Domina il nero ma gli abiti non sono necessariamente quelli del debutto. Disinvolti o emozionati tutti i 30 big in gara a Sanremo superano il test della (temuta) scalinata e si schiariscono la voce a 24 ore dalla partenza del Festival.
Le lunghe prove generali all’Ariston superano nei tempi la tabella programmata. Rompe il ghiaccio Arisa alle 14 e si prosegue fino a oltre le 19. La clessidra si ferma per alcuni cantanti. Replay. Si torna sul palco per problemi tecnici come è avvenuto per Sal Da Vinci e per Ditonellapiaga. Un altro giro anche per l’ultima messa a punto della performance: Tredici Pietro, Lda e Aka7even.
Il palco dell’Ariston e la scenografia
Teatro (quasi) pieno nonostante siano ammessi solo gli addetti ai lavori e la stampa accreditata. Risuonano le note di archi e fiati dell’orchestra disposta su tre piani sulla sinistra rispetto all’ingresso in sala. Poi le telecamere che sfrecciano in ogni direzione per non perdere nessun dettaglio. Al centro della scena la scalinata (13 gradini motorizzati) e attorno il palco di 250 metri quadrati. Sopra una sorta di ‘boccascena teatrale’ che si allunga in tre fascioni quasi ad abbracciare il pubblico. Effetto guscio (luminoso). Sullo sfondo dietro ai cantanti brillano le immagini che completano il testo delle canzoni: da orologi a grattacieli fino a scenari spaziali.
Sal Da Vinci, il re delle prove
Per i campioni in gara è la prima prova con il pubblico (sebbene solo quello accreditato). E se per le classifiche c’è ancora tempo, il re del lungo pomeriggio è Sal Da Vinci. Il cantante napoletano fa il pieno di applausi. L’amplificatore va in tilt ma il neomelodico insiste. Riprende la tonalità e improvvisa un balletto. Ovazione in sala.
Carlo Conti e l’atmosfera del festival
Esibizioni sotto gli occhi dei cameraman ma soprattutto sotto la lente di un sornione Carlo Conti. Prima la conferenza stampa poi le prove generali fino all’inaugurazione di un’opera dedicata a Pippo Baudo. Il direttore artistico canticchia in sala, accenna passi di ballo. Stringe le mani ai discografici. Alfiere della normalità è al suo ultimo Sanremo. Pronto a fare festa.



