AGI – Ha raccontato 75 anni di storia della manifestazione nel suo ‘Dizionario del Festival di Sanremo’(Coniglio Editore), opera di riferimento assoluto sulla kermesse, attraverso vite, carriere, successi e passi falsi degli interpreti e degli autori delle 2185 canzoni (finora) presentate in concorso: Eddy Anselmi commenta per l’AGI tutte le serate dell’edizione 2026 dell’evento musicale più celebre e seguito d’Italia in 5 voci.
Conduzione
Il format della seconda e terza serata prevede metà delle canzoni in un tempo sostanzialmente analogo a quello della prima. Laura ormai è la padrona di casa che conosciamo, e finalmente ha spazio per cantare, confermando le attese. Lauro, elegantissimo, non aggiunge troppo come conduttore, ma è splendido quando torna nel suo ruolo di autore performer sia nel brano in memoria delle vittime di Crans Montana sia in duetto con Pausini nella sua “16 marzo”.
Carlo Conti conferma sé stesso in meglio, brillante quando si affranca dalla corsa contro il tempo e dialoga con Lillo, che gioca tutte le sue carte – la conduzione, il ballo, i passi di danza – all’interno della serata, dipanando una narrazione che avrebbe avuto maggior respiro in più serate. Pilar Fogliati s.v., come quei giocatori di calcio che entrano in campo nel secondo tempo e non incidono sulla prestazione.
Conferma
La conferma, purtroppo, è l’assenza di un racconto del Festival 2026. Tanti blocchi, tanti snodi, una perfezione stilistica e di montaggio che mette mondi e situazioni una dopo l’altra senza però mai farli dialogare. Il Festival è musica e televisione, e un’ottima confezione ieri sera non è bastata a compensare l’assenza di un racconto che trattenga il pubblico davanti allo schermo.
È un peccato che la presenza di Lillo, che tra passi di danza improbabili e stoccate ai manierismi dei conduttori ha messo insieme una storia dall’inizio alla fine della puntata, sia stata limitata alla serata di ieri. Per il resto, sembra un Festival di cose tra parentesi, slegate l’una dall’altra, confezionato con professionalità, maestria e mestiere, ma senza un’idea complessiva che faccia da collante ulteriore al fatto che siamo al Festival di Sanremo. E, senza idee, il Festival è un aereo destinato a perdere quota.
Curiosità
Il sistema di voto cambia, e la maggior salienza che ha il voto del pubblico rispetto all’opinione delle radio sarà evidente quando domenica potremo comparare le due classifiche. Nel biennio di Conti, però, si parla meno di gara e classifiche. La prima, che dovrebbe essere il fulcro del Festival, è sfocata di proposito per non essere depauperante o di nocumento per chi arriva nelle posizioni di rincalzo, con i soli primi cinque della graduatoria di tappa lasciati trapelare – ma in ordine casuale.
Nel biennio di Conti si parla meno di gara e classifiche, ma Sanremo è Sanremo perché è una gara, e senza il risultato l’interesse del pubblico scema. Dei cinque battistrada di lunedì, però, solo Fedez e Masini si confermano tra i primi, mentre perdono terreno Ditonellapiaga e Fulminacci. Guarderemmo volentieri una tappa del Giro d’Italia che alla fine ci dice che ci sono cinque ciclisti in testa e sappiamo che uno di loro è in maglia rosa, ma ce li dicono in ordine casuale?
Ricordo
Pausini ricorda che la gara delle Nuove Proposte è lo stesso concorso che vinse nel 1993. Di nome, senz’altro, ma quell’anno c’erano diciotto concorrenti che si esibivano sei per sera, con finale in scaletta sabato, insieme a quella dei Big. Tra loro c’erano Gerardina Trovato, Nek, Marco Conidi, Bracco di Graci, Erminio Sinni, Angela Baraldi che vinse il premio della critica, Rosario Di Bella, Antonella Bucci, l’atteso Marcello Pieri.
La gara dei giovani, lasciata completamente avulsa dalla narrazione del Festival, si esaurisce dopo venti minuti, affidata a Gianluca Gazzoli in un formato che, se non ci trovassimo all’Ariston, sembrerebbe un’appendice del tutto estranea a Sanremo. Quest’anno sembra un’imposta da pagare: un’imposta municipale, visto che inserire i due reduci da Area Sanremo è stato parte del pacchetto di richieste obbligatorie del Comune nel bando che ha assegnato il Festival alla Rai per il prossimo triennio. Angelica Bove e Nicolò Filippucci, i due finalisti che si sfideranno stasera, avrebbero potuto benissimo presentarsi tra i Campioni.
Sorpresa
Il palco all’aperto ci ha regalato prima Gaia poi Bresh, con due canzoni dell’anno scorso arrivate nelle posizioni di rincalzo. E ci siamo sorpresi, insieme ai colleghi, notando che quelle canzoni che ieri erano state relativamente protagoniste della gara svettassero, se paragonate alle trenta in concorso oggi. Il palco di Piazza Colombo sembra sprecato per ospitare solo un’esibizione di un’ospite, e anzi potrebbe accogliere una parte della gara: un pentathlon che preveda anche una prova all’aperto.
L’altra sorpresa, Fausto Leali, che non solo nella clip soul della finale 1969, ma anche dal vivo, nel suo repertorio della maturità, ha dimostrato, per personalità e carattere, di meritare il premio alla carriera che è venuto a ritirare. Tra i concorrenti il mio personale taccuino segna il nome di LDA e Aka 7even. La loro canzone si candida a essere uno dei successi di questa edizione.
Eddy Anselmi
Giornalista, storico della musica pop e autore televisivo, Eddy Anselmi è uno dei massimi esperti italiani del Festival di Sanremo e dellEurovisionSongContest. Ha esordito con ‘Festival di Sanremo – Almanacco illustrato della canzone italiana’ (Panini, 2009), poi aggiornato in ‘Il Festival di Sanremo – 70 anni di storie, canzoni, cantanti e serate’ (De Agostini, 2020). La prima edizione del suo ‘Dizionario del Festival di Sanremo’, opera di riferimento assoluto sulla storia della kermesse, è stata pubblicata nel 2009. Una nuova edizione aggiornata, che copre 75 anni di storia dal 1951 al 2025, è stata pubblicata da Coniglio Editore il 16 gennaio 2026.
Tra i suoi altri titoli: ‘Rischiatutto – Storia, leggende e protagonisti del programma che ha cambiato la televisione’ (Rai ERI, 2016; con Pino Frisoli) e ‘Bianca, rosa e nera: cent’anni di storia d’Italia nella cronaca popolare, un riassunto per punti della memoria collettiva italiana’. Dal 2012 collabora con la RAI come autore e consulente per l’Eurovision, contribuendo a numerose edizioni fino a quella di Basilea 2025. Nel 2025 ha partecipato come esperto musicale al game show Don’t Forget the Lyrics – Stai sul pezzo! su Canale 9, accanto a Gabriele Corsi.



