(Adnkronos) – “La scivolosità di una pavimentazione non è solo un dettaglio tecnico, ma una responsabilità etica e penale che troppe aziende sottovalutano, spesso restando scoperte proprio nel momento del bisogno: il contenzioso assicurativo. Il rischio reale si misura sul campo, non solo in laboratorio. E’ necessario promuovere protocolli dove il trattamento nanotecnologico venga correttamente applicato e accompagnato da linee guida di pulizia rigorose”. Lo dice Sabrina Zuccalà, presidente del Laboratorio di nanomateriali internazionale “4ward360”. “D’altronde – prosegue le compagnie di assicurazione, in caso di sinistro (cadute o infortuni gravi), analizzano tre fattori che la Zuccalà considera i pilastri della sua metodologia: l’idoneità del trattamento poiché non basta che il pavimento sia a norma; deve essere stato trattato con tecnologie che non alterino le caratteristiche chimico-fisiche in modo peggiorativo. Il registro della manutenzione perché le assicurazioni chiedono prova che la superficie sia stata gestita correttamente; la verifica in opera perché senza una prova strumentale post-applicazione, l’azienda è vulnerabile”. Sabrina Zuccalà ha trasformato attraverso numerose ricerche sulla nanotecnologia riuscendo a fala diventare da semplice “protezione” a vero e proprio strumento di gestione del rischio (Risk Management). I trattamenti da lei individuati offrono: aderenza certificata e duratura poiché i formulati non sono semplici pellicole che si staccano, ma modifiche molecolari che resistono all’usura, mantenendo il coefficiente di attrito richiesto dalle norme. Read More



