venerdì, Marzo 13, 2026
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Giudice americana di 98 anni viene sospesa per inidoneità mentale ma ricorre alla Corte Suprema

AGI – Una giudice americana di 98 anni che non intende ‘uscire’ dal Tribunale. Dopo una vita passata sul più alto scranno dei tribunali, Pauline Newman non ha alcuna intenzione di godersi la pensione: sospesa nel 2023 per inidoneità mentale, la giudice ultranovantenne ha fatto ricorso alla Corte Suprema. Lo racconta The Hill.

La giudice e il ricorso alla Corte suprema 

Tre anni fa, i colleghi della Corte d’Appello federale avevano sollevato Newman a tempo indeterminato da ogni incarico ritenendo che non avesse più la lucidità necessaria per svolgere in pieno le sue funzioni.

Newman però nega di avere problemi e ha denunciato i colleghi sostenendo che la decisione è incostituzionale e la Corte Suprema deve annullarla. Gli alti magistrati esamineranno la richiesta a porte chiuse nei prossimi mesi e decideranno se procedere o meno.

La carriera da giudice federale 

Newman è stata nominata giudice federale dall’allora presidente Ronald Reagan nel 1984; da allora, si è occupata soprattutto di contratti governativi e brevetti. Qualche anno fa però avrebbe cominciato a dare segnali ritenuti preoccupanti.

I colleghi hanno provato a convincerla ad andare in pensione, ma lei si è rifiutata e a quel punto la giudice Kimberly Moore ha aperto un’indagine formale.

Comportamenti “paranoici” 

Sentiti da Moore, alcuni colleghi hanno parlato di comportamenti di Newman “paranoici”, “agitati” e “bizzarri”. Avrebbe avuto bisogno di assistenza anche per compiti basilari e accusato il tribunale di averle messo i telefoni sotto controllo. Quando si è rifiutata di sottoporsi a controlli medici, è stata sospesa.

La giudice è stata formalmente rimossa 

La Costituzione garantisce ai giudici federali di continuare a lavorare e ricevere uno stipendio per tutta la vita, a meno che non siano messi sotto accusa dalla Camera e condannati dal Senato. Newman non è stata formalmente rimossa, ma le è stato impedito di occuparsi di nuovi casi dall’inizio del 2023. Da allora è stata tenuta a margine delle battaglie legali nel circuito giudiziario federale, compresa quella sui dazi di emergenza del presidente Donald Trump.

La difesa: “in gioco c’è l’indipendenza dei giudici” 

Ma per gli avvocati della giudice, in ballo c’è ben più della vicenda privata di Newman. “Questa Corte non può consentire alla politica interna di un tribunale di mettere da parte un giudice confermato dal Senato e minacciare l’indipendenza di altri giudici che possono temere rappresaglie simili dei loro colleghi”, hanno scritto i legali nella memoria alla Corte Suprema. “Tutto questo va essere stroncato sul nascere prima che sia fatto un ulteriore danno all’indipendenza giudiziaria stabilita dalla Costituzione”, hanno avvertito.

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