AGI – Gli Oscar 2026 verranno ricordati per il momento in cui la realtà ha deciso di fare il verso al cinema, trascinando il Dolby Theatre in un raffinatissimo déjà-vu collettivo. Sul palco, per consegnare le statuette ai migliori costumi e al miglior trucco, non sono salite due semplici presentatrici, ma le due facce di un mito che resiste da vent’anni: Anne Hathaway e Anna Wintour.
Il pretesto ufficiale era celebrare l’imminente sequel de Il Diavolo veste Prada, atteso nelle sale per il 29 aprile. E il risultato è stato un cortocircuito narrativo che ha lasciato il pubblico col fiato sospeso, prima, e tra le risate, dopo. Anna Wintour, al suo debutto assoluto come “annunciatrice”, non ha tradito il suo personaggio. Calata nei panni di una Miranda Priestly ancora più glaciale dell’originale, ha trasformato pochi secondi di sketch in una lezione di stile e potere.
La performance glaciale di Anna Wintour
Quando la Hathaway, con la mimica della perfetta assistente in crisi di nervi, ha azzardato il colpo: “Anna, per curiosità… cosa ne pensi del mio vestito di stasera?”, il gelo è calato in sala. La Wintour non ha battuto ciglio. Ha ignorato la domanda con una precisione chirurgica, alla Miranda, passando direttamente alla busta con un distacco che avrebbe fatto tremare i polsi a chiunque: “E i nominati per i migliori costumi sono…”. Ma la vera stoccata è arrivata sul finale. Con un sorriso appena accennato, la papessa di Vogue ha salutato Anne chiamandola “Emily”, scatenando le risate dalla platea. Emily, un nome, un destino perché l’ironia era doppia: non solo, di fatto, il richiamo alla prima assistente del film, ma un riferimento alla vera assistente della Wintour, Emily, che osservava la scena divertita dalle prime file.
Il duetto in pizzo e seta e l’omaggio a Valentino
Per un istante, quasi a voler concedere un miracolo alla platea, Anna si è sfilata perfino i leggendari occhiali scuri, mostrandosi per pochi secondi prima di rintanarsi di nuovo dietro le lenti dopo aver annunciato la vittoria del team di Frankenstein di Guillermo del Toro, ma gli occhi erano tutti per quel duetto in pizzo e seta. Se la Wintour è rimasta fedele alla sua “armatura” Dior con blazer in pizzo e applicazioni floreali, la scelta di Anne Hathaway è stata una dichiarazione d’amore silenziosa.
Curata dalla stylist Erin Walsh, l’attrice ha sfilato in un Valentino Haute Couture disegnato da Alessandro Michele, completato da guanti in raso e diamanti Bulgari. Non era solo moda, era un omaggio a Valentino, scomparso lo scorso gennaio. Anne, che con lo stilista condivideva serate di karaoke e confidenze private, lo ha ricordato come l’uomo che ha reso il suo mondo “più delizioso di quanto avessi mai potuto immaginare”. Miranda Priestly approverebbe. O forse, più probabilmente, si limiterebbe a un impercettibile cenno del capo prima di girare i tacchi.



