lunedì, Marzo 16, 2026
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K2, il drone kamikaze turco che vola senza Gps

AGI – L’azienda turca Baykar ha presentato nel fine settimana il primo modello di drone kamikaze: il K2. Si tratta del drone più grande della sua categoria ed è dotato di capacità di volo “a sciame intelligente”, vale a dire ha la capacità di agire in una formazione guidata da intelligenza artificiale, navigazione in assenza di Gps e un raggio operativo superiore ai 2.000 chilometri. L’azienda guidata dai fratelli Bayraktar, uno dei quali è sposato con la figlia minore del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato il successo del test di volo.

Cinque droni kamikaze K2 sono decollati dal centro di Addestramento di Kesan e hanno completato con successo una serie di prove in formazione della durata di più giorni sopra il Golfo di Saros. Durante la sessione, i velivoli hanno eseguito formazioni “scaglione destro”, “linea” e “V”. I K2 hanno utilizzato intelligenza artificialesensori e software per posizionarsi rispetto agli altri velivoli dello sciame, mantenendo la propria posizione all’interno della formazione senza errori e completando con successo tutte le missioni assegnate. Il video promozionale diffuso da Baykar mostra il drone durante il decollo, il volo in formazione e manovre coordinate, accompagnato dal ‘Valzer n. 2’ del compositore russo Dmitri Shostakovich.

 

 

Si tratta come detto del più grande drone kamikaze: ha un peso massimo al decollo di 800 chilogrammi ed è capace di trasportare una testata da 200 chilogrammi, caratteristiche che lo distinguono dai droni kamikaze iraniani, ben più leggeri e meno armati, incapaci di agire in sciame coordinato. Tuttavia il K2 rappresenta un salto di qualità nella categoria anche perché capace di operare in un raggio superiore ai 2.000 chilometri, una velocità superiore ai 200 chilometri orari e un’autonomia di volo che supera le 13 ore, e consente così missioni strategiche a lungo raggio. Inoltre può inoltre decollare e atterrare su piste corte, e questo garantisce maggiore flessibilità logistica sul campo.

Tecnologia e navigazione del K2

Baykar ha spiegato che obiettivo del progetto è sviluppare un’arma a forte impatto, che possa essere prodotte a livello industriale in tempi rapidi e costi bassi. Prossimo passo, fa sapere sempre l’azienda, è rendere il K2 multi uso, non necessariamente kamikaze, ma in grado di rientrare alla base dopo aver rilasciato il carico, consentendo il riutilizzo della piattaforma. Da sottolineare che il sistema di navigazione del K2 è progettato per operare in ambienti di guerra elettronica, dove i sistemi di navigazione satellitare globale possono essere assenti o fortemente disturbati. La guerra in corso tra Iran e Stati Uniti-Israele, come anche il conflitto in Ucraina, stanno dimostrando l’importanza dei sistemi elettronici nella guida dei velivoli, nel lancio e intercettazione di minacce aeree. Baykar vuole un drone capace di muoversi indipendentemente da questi fattori e ha sviluppato una telecamera e un sistema di visione notturna montato sotto la fusoliera per analizzare visivamente il terreno e stimare la posizione autonomamente. Questo consente al K2 di navigare e avanzare autonomamente verso il bersaglio, anche in ambienti completamente privi di segnali. Il sistema elettro-ottico/infrarosso (Eo/Ir) consente attività di ricognizione e sorveglianza e permette di colpire con precisione i bersagli.

Baykar: leader mondiale nell’esportazione di droni

L’azienda Baykar nel 2025 si è affermata come il maggiore esportatore mondiale nel segmento dei droni, stabilendo un nuovo record con un volume di esportazioni pari a 2,2 miliardi di dollari. Negli ultimi anni l’azienda ha ottenuto il 90% dei propri ricavi dalle esportazioni ed è diventata uno dei principali motori delle esportazioni tecnologiche turche e contribuendo in maniera sostanziale a modernizzare e far compiere un salto di qualità all’inventario bellico dell’esercito turco. Finora Baykar ha firmato accordi di esportazione con 37 Paesi: 36 per il drone Bayraktar TB2 (già utilizzato in Libia, Nagorno Karabakh e Ucraina dal 2014) e 16 per il più pesante modello da azioni ad alta quota Akinci. Oltre a questi droni la medesima azienda sta lanciando sul mercato il drone TB3, evoluzione del TB2, ma imbarcabile e capace di colpire obiettivi in volo, e il velivolo a reazione Kizilelma.

 

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