giovedì, Marzo 19, 2026
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Oggi il Consiglio europeo a Bruxelles: la crisi in Medio Oriente al centro

AGI – Quello di marzo doveva essere il Consiglio europeo dedicato alla competitività, ma la guerra in Medio Oriente è entrata prepotentemente nell’agenda della riunione dei leader. Oggi il Consiglio si aprirà con i consueti saluti della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, seguiti dall’intervento in videocollegamento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che con molta probabilità tornerà a chiedere alla UE di sbloccare il prestito da 90 miliardi concordato a dicembre 2025 e oggi bloccato dal veto ungherese di Viktor Orbán.

La discussione della mattina sarà concentrata su questo, anche se molte fonti UE riferiscono che difficilmente si troverà un accordo in grado di rendere operativo il prestito nell’immediato. L’agenda prevede poi il pranzo, forse l’ultimo, con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che potrebbe affrontare il tema della guerra in Medio Oriente e del multilateralismo. I leader, però, non sembrano intenzionati a scendere nei dettagli, visto che a quanto si apprende nei 70 paragrafi di conclusioni non c’è alcun accenno allo Stretto di Hormuz. Il pomeriggio sarà dedicato ai temi di difesasicurezzamigrazioni e, finalmente, competitività, con il compito di trasformare in proposte le riflessioni emerse durante il ritiro di Alden Biesen del 12 febbraio.

Il nodo dell’energia e il sistema ETS

Nel capitolo della competitività rientra il tema del costo dell’energia e del sistema ETS, il meccanismo europeo “cap and trade” che impone un tetto alle emissioni di CO e assegna alle aziende quote negoziabili. Chi emette meno può vendere le quote in eccesso, chi supera il limite deve comprarne: un incentivo alla riduzione delle emissioni, considerato fondamentale per la decarbonizzazione. Ma se la UE è pronta a mantenere il sistema, alcuni Paesi tra cui l’Italia prima ne hanno chiesto la sospensione e oggi, insieme ad altri nove Stati, chiedono un blocco delle regole attuali (ETS 1) fino al 2034. Quello del prezzo dell’energia è il vero nodo del vertice, che dopo le conclusioni di Alden Biesen si trova a fare i conti con un nuovo shock che ha fatto risalire i prezzi.

Altri temi in agenda: finanza, migrazioni e rischio ambientale

Nella lettera inviata ai leader UE, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha abbozzato varie soluzioni, che però dovranno essere tradotte in azioni concrete; secondo fonti diplomatiche, la revisione è attesa entro l’estate. Nel Consiglio di oggi che potrebbe proseguire anche venerdì si parlerà anche del Quadro finanziario pluriennale, della preferenza europea, fulcro dell’Industrial Accelerator Act, e della questione migratoria che potrebbe interessare l’Europa dopo le tensioni nell’area del Golfo. All’ordine del giorno entra, grazie alle sollecitazioni dei Paesi Med5 (ItaliaMaltaSpagnaCipro e Grecia), anche la questione della petroliera russa Arctic Metagaz, danneggiata probabilmente da droni ucraini e alla deriva tra Italia e Malta con un carico stimato di 700-900 tonnellate di carburante. Una vera e propria bomba ambientale. I Paesi mediterranei avrebbero inviato una lettera alla Commissione per chiedere un approccio europeo al problema, non solo per i profili di sicurezza ma anche per il rischio ambientale per l’ecosistema marino.

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