AGI – “Era una scommessa complessa: la scrittura di Gianrico Carofiglio è densa, piena di sfumature, e non era facile restituirla in una serie televisiva“. Alessandro Gassmann racconta così “Guerrieri – La regola dell’equilibrio“, la serie Rai di cui è protagonista nei panni dell’avvocato penalista barese Guido Guerrieri. “Penso che il risultato sia buono – aggiunge – anche se cinema e televisione sono linguaggi diversi e quindi abbiamo dovuto fare delle scelte. Gianluca Tavarelli, con gli sceneggiatori e la produzione, ha fatto scelte giuste. Io però non mi accontento mai: credo si possa ancora crescere, anche perché è importante offrire al pubblico di Rai Uno prodotti popolari ma non banalmente nazionalpopolari. Questa è una serie che richiede attenzione”. I buoni ascolti, osserva, “ci permetteranno forse di scavare ancora più a fondo nella scrittura di Carofiglio”.
AGI – Il legame con Bari, per Gassmann, è ormai consolidato: “Ora che la conosco, Bari è una città in cui tornerò spesso. È stata un’esperienza molto emozionante e mi sono affezionato”. E guarda già avanti: “Faremo la seconda serie, e questo mi lega ancora di più alla città. Speriamo di continuare a raccontarla in maniera non banale”.
(Video di Viviana Minervini – AGI)
Il tema della giustizia nella serie
Al centro della serie, il tema della giustizia e del confine tra giusto e sbagliato: “Il punto è che non si capisce mai davvero. Possiamo intuire, ci sono leggi e regole che ci aiutano a cercare la verità, ma nessuno avrà mai la certezza assoluta. È questo il bello della giustizia, ed è per questo che chi giudica deve essere libero di farlo“.
Guerrieri a confronto con “Un professore”
Un confronto inevitabile è con “Un professore“, altra serie di successo: “Sono due figure che sanno comunicare e che cercano di portare acqua al proprio mulino. Entrambi sono attratti dagli ultimi, da chi è in difficoltà. Però hanno caratteri opposti: non credo andrebbero d’accordo. Guerrieri non sopporterebbe l’invasione di campo del professore”.
Il rapporto personale di Gassmann con Guerrieri
Infine, il rapporto personale con il personaggio: “Mi ci riconosco molto. Con l’età mi sento più fragile, mi emoziono di più. Sono una persona introversa, più portata ad ascoltare che a parlare. Se devo trovare una cosa in comune con Guerrieri è la capacità di chiedere scusa quando sbaglio. E lo faccio spesso”.



