AGI – “La riforma della giustizia porta il mio nome, me ne assumo la responsabilità politica”. Parole di Carlo Nordio, intervistato da “Start” su Sky Tg24, all’indomani del referendum che ha sancito la vittoria dei No. Che cosa non ha funzionato? “Non vorrei trovare colpe di altri, se ci sono stati difetti di impostazione e comunicazione sono stati anche miei”, ha ammesso il Guardasigilli che ha aggiunto: “L’eccesso di polemica, da cui io mi sono tenuto lontano, non ha influito più di tanto sul risultato” del referendum.
Il futuro del Guardasigilli
“Io il prossimo anno compio un anno matematico a seguito del quale credo di aver maturato il diritto a un po’ di riposo…“. E’ la risposta di Nordio alla domanda della conduttrice Giovanna Pancheri che gli ha chiesto che cosa farebbe in caso gli venisse proposto di proseguire fino a fine mandato. “Sono stato chiamato a questo altissimo incarico – ha ricordato il ministro della Giustizia – per il quale ringrazio sempre la premier, per fare una serie di riforme, la più importante delle quali purtroppo non è andata bene, probabilmente anche per colpa mia: non tanto per il fatto che le sconfitte politiche si pagano ma anche per ragioni non solo di età ma anche di completamento di un certo percorso di riforme che cercheremo di terminare, credo che potrò tornare ai miei studi”.
L’intervista al Corriere della Sera
Dimissioni? “No, perchè? Fa parte della politica perdere le elezioni. Successe anche a Churchill, dopo la Seconda guerra mondiale – ha detto Nordio in una intervista al Corriere della Sera -. Non la considero una sconfitta personale. Era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l’impegno possibile. Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano. Ma non penso a dimettermi. Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno”.
“Adesso dobbiamo dedicarci all’efficientamento della giustizia – ha spiegato il Guardasigilli -: ai concorsi da bandire per completare la pianta organica dei magistrati e alla stabilizzazione del personale del Pnrr. Prendendola con filosofia, diciamo che la sconfitta ci fa risparmiare molto tempo che avremmo dovuto dedicare ai decreti attuativi per fare tutto questo”.
Il caso Delmastro
“Fino a ieri sono stato talmente occupato con il referendum, che la vicenda del sottosegretario Delmastro mi è arrivata del tutto inattesa, non sapevo nemmeno di che cosa si parlasse. Sono certo che Delmastro riuscirà a chiarire”, ha spiegato Nordio, sempre a Sky Tg24. “Conoscendolo, al di là di qualche eccesso di comunicazione, di lui tutto si può pensare tranne che abbia qualche contiguità o conoscenza mafiosa”, ha concluso.



