AGI – “Putin non è di sinistra. Putin è un fascista“. Lo afferma in maniera netta il filosofo sloveno, Slavoj Zizek, ospite ieri a Roma nella sala Protomoteca del Campidoglio (la stessa dove il 25 marzo 1957 vennero firmati i Trattati di Roma), con la Premio Nobel per la Pace, l’ucraina Oleksandra Matviichuk, la deputata Pd Lia Quartapelle, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e il direttore del Berggruen Institute Europe, Lorenzo Marsili.
E Matviichuk avverte: “Se Putin avrà successo, incoraggerà altri a fare lo stesso. L’occupazione russa è sofferenza per gli esseri umani. Gli ucraini non vogliono essere occupati dalla Russia. Putin non ha paura della Nato, Putin ha paura della libertà“.
Zizek su Trump e l’odio per l’Europa
Zizek ne ha per tutti gli autocrati, tra i quali include anche il presidente degli Stati Uniti: “Trump, Putin, Le Pen e Orban hanno in comune una cosa: tutti odiano l’Europa. Trump, con la sua politica caotica, sta accelerando il declino Usa. Come puoi affermare che potrebbe colpire Kharg ‘giusto per divertimento’? Con Trump vediamo un imbarbarimento della vita pubblica. La destra si è impossessata del tema del ‘freedom of speech‘. Ma per i trumpiani la libertà di parola è il diritto di offendere in modo volgare chi non la pensa come te”.
“Se l’Ue è morta, perché la attaccano?”
Secondo Slavoj Zizek, “dalla nuova destra alla sinistra, è diventato di moda dichiarare che l’Europa è morta, ma se fosse davvero morta, perché l’idea di un’Europa unita viene attaccata da ogni lato? In un’intervista del 15 luglio 2018, Trump citò l’Unione Europea come il primo nella lista dei ‘nemici‘ degli Stati Uniti, davanti a Russia e Cina. Invece di liquidare questa affermazione come irrazionale, dovremmo porci una domanda semplice: che cosa disturba così tanto Trump dell’UE? È l’Europa dell’unità transnazionale, l’Europa che è almeno vagamente consapevole che, per affrontare le sfide del nostro tempo, dobbiamo andare oltre i vincoli degli Stati nazionali; l’Europa che cerca, anche disperatamente, di restare fedele al vecchio motto illuminista della solidarietà con le vittime; l’Europa consapevole che oggi l’umanità è una sola, che siamo tutti sulla stessa astronave Terra“.
L’incontro “Se vuoi la pace, prepara l’Europa”
L’incontro ‘Se vuoi la pace, prepara l’Europa‘ è stato promosso dal Berggruen Institute. Il progetto assume come orizzonte simbolico il 2057, anno del centenario dei Trattati di Roma. A trent’anni da quella data, Europa2057 apre uno spazio di riflessione su ciò che l’Europa può diventare e su ciò che deve iniziare a fare oggi per arrivarci.
La visione di Lorenzo Marsili per l’Europa
“Gli eventi di questi giorni chiedono a noi europei una scelta chiara“, ha affermato Lorenzo Marsili, direttore del Berggruer Institute. “Restare divisi tra piccole patrie, e restare dunque servitori di altri, o fare dell’Europa una grande potenza mondiale capace di garantire libertà e pace“.
Oleksandra Matviichuk: crollo dell’ordine mondiale
“Non so come gli storici del futuro chiameranno questo periodo. Ma l’ordine mondiale basato sulla Carta delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale è crollato”, ha dichiarato Oleksandra Matviichuk, Premio Nobel per la Pace. “Questo sistema era stato creato dopo la Seconda guerra mondiale per proteggere le persone dalla guerra e dalla violenza di massa. Oggi però si è inceppato, limitandosi a ripetere gesti rituali. Non torneremo più allo status quo: il cambiamento è diventato la nuova normalità. L’Europa è sempre meno una questione di geografia e sempre più di valori che definiscono la società moderna. Difendere libertà e democrazia è la sua responsabilità. È la determinazione ad agire che dà a una società un futuro“.



