mercoledì, Aprile 1, 2026
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Le debacle dell’Italia ai Mondiali approda in Parlamento

AGI –  La disfatta della Nazionale fuori dai Mondiali approda in Parlamento. “Un’informativa urgente in Parlamento del ministro Abodi dopo la mancata qualificazione di Mondiali di ieri sera, la terza, e non è un pesce d’aprile purtroppo”. È il deputato FdI Salvatore Caiata a portare in Aula alla Camera, con questa richiesta, la debacle azzurra di ieri.

La disfatta dell’Italia ai Mondiali approda in Parlamento 

Caiata, ex presidente del Potenza calcio, sottolinea che “nel 2017 presidente Figc era Tavecchio e un consigliere della Lega di Serie C chiese le sue dimissioni, quel consigliere era Gabriele Gravina che un anno dopo andò al posto di Tavecchio alla guida della Figc e che per due volte non si è qualificato ai Mondiali“.

“Gravina nel mirino” 

“Capisco che è difficile farsi da parte quando si prendono stipendi importanti – prosegue – ma è Gravina il primo, unico e diretto responsabile del fallimento sportivo e del calcio italiano“.

“E’ stato rubato un sogno ai nostri giovani” 

“Ce l’abbiamo con Gravina – incalza – non tanto per il crollo del calcio italiano ma perché ha rubato un sogno ai nostri giovani. Abbiamo ventenni che non hanno mai assistito a una partita dell’Italia ai Mondiali, che rappresenta non solo un evento sportivo ma di aggregazione anche in una nazione in un momento di difficoltà”.

Le reazioni della politica dopo la disfatta ai Mondiali 

Intanto arrivano i primi commenti politici dopo la disfatta azzurra. “Il tempo è scaduto. La pazienza è finita”: da Fratelli d’Italia si alza il coro che chiede le dimissioni immediate di Gabriele Gravina da presidente della Figc. 

Mentre Forza Italia, con il capogruppo alla Camera Paolo Barelli, invita alla prudenza e a non agire in modo impulsivo respindendo quindi l’automatismo sconfitta-dimissioni. 

Barelli, non c’è automatismo tra sconfitta e dimissioni Gravina

“È comprensibile che sia un fatto nazionalpopolare molto sentito, ma in un momento segnato da crisi internazionali e tensioni geopolitiche mi sembra francamente esagerato concentrare il dibattito su questo”. Paolo Barelli inquadra così l’eliminazione di ieri della Nazionale dai prossimi Mondiali.

Interpellato sulle richieste di dimissioni del presidente Figc, Gabriele Gravina, avanzate da FdI, il capogruppo FI alla Camera invita quindi a evitare reazioni impulsive: “Gravina deve fare quello che gli dice la coscienza e ciò che ritiene il Consiglio federale. Non si può pensare che ogni sconfitta porti automaticamente a dimissioni“. “Dobbiamo parlare di cose ben più importanti”, ribadisce Barelli.

La Russa: “Non andiamo ai Mondiali. A tutto c’è un limite” 

“Non andiamo ai Mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il primo rigore, lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso? Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo”. Ignazio La Russa affida ai social le sua riflessione, non senza una disamina tecnica, sulla debacle di ieri della Nazionale. “Ridire adesso come la pensiamo, e non da oggi, sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma – conclude, sempre su X, il presidente del Senato – a tutto c’è un limite”.

Bignami: “Le dimissioni di Gravina sono imprescindibili” 

“Dopo l’ennesimo fallimento della Nazionale di calcio italiana, il presidente della Figc, Gabriele Gravina, deve semplicemente dimettersi. Il calcio italiano va rifondato e le sue dimissioni sono imprescindibili”. Così, su X, il capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami.

Osnato: “La pazienza è finita” 

Sulla stessa linea  Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera e responsabile Economia di Fratelli d’Italia. “Questa mattina credo che ogni sportivo italiano si sia alzato con la tristezza di non vedere l’Italia ai Mondiali per la terza volta e con il desiderio di leggere le dimissioni di Gravina. Il calcio italiano andava rifondato nel 2017 e, nove anni dopo, stiamo ancora aspettando”. “Campionato inguardabile, squadre italiane umiliate in Europa, vivai inconsistenti, arbitri non all’altezza e una Nazionale non degna della nostra storia, il quadro è inequivocabile e le responsabilità sono chiare”, aggiunge. “Chi guida la Federazione da anni non può continuare a restare al proprio posto di fronte a una serie di fallimenti di questa portata. Il calcio italiano ha bisogno di una rifondazione vera. Gravina si dimetta. La pazienza è finita”, conclude.

Mollicone: “Chiederò un’audizione per Gravina” 

“In seguito alla nuova e grave sconfitta della Nazionale italiana di calcio e la conseguente mancata qualificazione alla Coppa del Mondo, per la terza edizione di fila, chiederò l’audizione in commissione Cultura alla Camera, dati i poteri di vigilanza del Parlamento, del presidente della Figc, Gabriele Gravina, per capire i motivi di una simile disfatta”. Ad annunciarlo è il presidente della commissione stessa, Federico Mollicone. “L’ultima volta che l’Italia ha partecipato alla fase finale è stato nel 2014. Praticamente due generazioni di ragazzi italiani non hanno mai visto la propria Nazionale giocare ai Mondiali”, aggiunge l’esponente FdI. 

 

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