AGI – Governo pronto all’emergenza energia ma non c’è allarmismo, al momento. Dopo la lettera inviata dal commissario UE all’energia, Dan Jorgensen, ai 27 Stati membri con i suggerimenti ad adottare comportamenti virtuosi per fronteggiare la crisi innescata dal conflitto in Medio Oriente, l’esecutivo si è subito attivato sull’aggiornamento del piano del sistema italiano del gas naturale che risale al 2023. Tuttavia, al momento non ci sono misure ad hoc sul tavolo.
In vista, all’occorrenza, ci sarebbero le raccomandazioni arrivate dall’Europa che propone, tra l’altro, l’uso di mezzi pubblici, la riduzione dei limiti di velocità sulle autostrade, il car sharing, la diminuzione degli spostamenti non necessari e lo smart working. Si studieranno anche limiti all’uso dei condizionatori per l’estate. Ma nel governo si respinge la tesi che si possa replicare la crisi energetica dello ‘shock petrolifero’ degli anni ’70. Palazzo Chigi frena, getta acqua sul fuoco. Realismo e monitoraggio, le parole d’ordine. E rassicurazioni per ora sulle forniture.
Le mosse di Trump e lo scenario internazionale
La situazione resta difficile, anche perché nel governo il convincimento è che Israele e gli Stati Uniti non si fermeranno nell’offensiva contro Teheran. Si attendono le mosse di Trump, ma la distanza con il Presidente americano si allarga sempre di più, considerato l’evolversi dello scenario di guerra e le nuove minacce arrivate dall’inquilino della Casa Bianca. Resta l’auspicio che Trump stia alzando il livello di tensione per ridurre i tempi del conflitto in corso ma allo stesso tempo le ultime dichiarazioni (“un’intera civiltà sta per morire”) vengono considerate, da più fonti all’interno dell’esecutivo, come un segnale di debolezza più che di forza. Del resto, anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nella sua informativa alla Camera sull’uso delle basi USA, ha rilanciato i suoi timori che la situazione precipiti verso l’atomica, anche se la Casa Bianca ha negato di considerare l’opzione.
Il dibattito sulla politica energetica e il patto di stabilità
Ma la preoccupazione principale resta appunto legata al tema dell’energia, con la Lega che in Aula è tornata a chiedere che si torni a importare petrolio russo e che l’Europa sospenda il Patto di stabilità, richiesta avanzata dal ministro Giancarlo Giorgetti la settimana scorsa e già ‘stoppata’ dalla UE. “Qualsiasi taglio delle accise è inutile se l’Unione europea non si muove in questa direzione”, osserva il vice ministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi. “Il rischio è che così salti tutto il sistema”, rimarca anche il capogruppo della Lega Riccardo Molinari. Finora “nessuno Stato membro” dell’UE ha richiesto alla Commissione Europea l’applicazione della clausola nazionale di salvaguardia del patto di stabilità per “mitigare” l’impatto della crisi energetica, ha rimarcato Bruxelles che ha sottolineato come la situazione non sia quella del 2022 in merito alla lettera inviata da 5 ministri delle Finanze UE, tra cui Giorgetti, per richiedere di tassare gli extraprofitti delle società energetiche a livello europeo. Forza Italia, con il capo dei Dipartimenti ‘azzurri’, Alessandro Cattaneo, propone l’emissione di debito comune come ai tempi della pandemia del Covid. Sulla stessa lunghezza d’onda un esponente di governo FdI: “Prima o poi si arriverà a questo”, osserva, “la deroga del Patto di stabilità solo sull’energia non è possibile, serve una ricetta più ampia”.
L’intervento di Meloni e l’agenda di governo
Il dossier dell’energia – dopo la proroga decisa fino al 1 maggio sul taglio delle accise – sarà uno dei punti che toccherà la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento previsto per giovedì alla Camera alle ore 9 (poi alle 13 al Senato). La premier lo considera prioritario e aggiornerà il Parlamento sul suo viaggio nei Paesi del Golfo. “Credo che per l’Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico“, aveva spiegato in un video. Meloni oggi ha lavorato al suo discorso ribadendo – spiega un ‘big’ FdI – che per lei vengono prima gli interessi dell’Italia. Sulla politica internazionale terrà – viene spiegato dalle stesse fonti – la linea ribadita in queste settimane, ma l’intervento spazierà – oltre che sulle misure in tema di energia – anche sull’agenda del governo per il post-referendum, dalla sicurezza al tema dei migranti e del piano casa, mentre giovedì in commissione Affari costituzionali alla Camera si comincerà ad entrare nel vivo sulla legge elettorale con le audizioni (l’obiettivo è il primo via libera di Montecitorio entro l’estate). La premier punta ad un appello alla responsabilità in un momento così delicato ma l”antipasto’ di oggi, con il dibattito sull’informativa di Crosetto, non è terminato in un clima di unità. Tanto che il responsabile della Difesa si è lamentato per il livello della discussione. “Ha perso lucidità”, la reazione del Pd. “Sconcerta il livello delle critiche”, la risposta di Fratelli d’Italia.
Nomine, sicurezza e prossime misure
Sul tavolo dell’esecutivo c’è anche il tema delle nomine e della sicurezza. Oggi a Palazzo Chigi c’è stata una riunione – hanno partecipato i Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la Ragioniera Generale dello Stato Daria Perrotta e il capo di Gabinetto del presidente del Consiglio Gaetano Caputi – sulle misure legate all’ultimo decreto ora al Senato (gli emendamenti della maggioranza che dovrebbero prevedere deroghe sull’alt alla vendita dei coltelli arriveranno direttamente in Aula) e sui disegni di legge in approvazione (faro anche sulle coperture).



