AGI – Non avrebbero avuto un contratto regolare i due operai – Daniluc Tiberi e Najahi Jaleleddine, rispettivamente di 50 e 41 anni – morti questa mattina a Palermo precipitando nel vuoto dopo che il braccio della gru che sorreggeva il cestello aveva ceduto. E’ uno degli elementi raccolti dagli investigatori della Squadra Mobile giunti oggi sul luogo dell’incidente, in via Marturano a Palermo, che indagano assieme ai vigili del fuoco e all’Ispettorato del lavoro. A coordinare le indagini la Procura della Repubblica che ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato per omicidio colposo.
La dinamica dell’incidente sul lavoro a Palermo
Secondo una prima ricostruzione il braccio telescopico della gru – che sorreggeva un carrello con gli operai – avrebbe ceduto, piegandosi e lasciando cadere nel vuoto il carrello dall’altezza del decimo piano.
Le due vittime inoltre non avrebbero indossato i dispositivi di sicurezza né ci sarebbero state cinture o altri dispositivi. Al momento non ci sono indagati ma – in vista delle autopsie che si terranno lunedì all’istituto di medicina legale del policlinico – presto i primi ad essere iscritti potrebbero essere proprio i titolari della impresa Ediltec che stava eseguendo i lavori di ristrutturazione e il committente dell’appartamento al decimo piano.
“Palermo si ferma”. Il cordoglio del sindaco
“Palermo oggi si ferma, si raccoglie e si unisce nel dolore. La tragedia avvenuta oggi in via Ruggero Marturano colpisce nel profondo l’intera comunità palermitana. Due lavoratori hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio lavoro, in un contesto che dovrebbe essere sempre sinonimo di dignità, sicurezza e tutela. A loro va il nostro pensiero più commosso e rispettoso”. E’ il cordoglio del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.
“A nome della città di Palermo esprimo il più sincero cordoglio alle famiglie delle vittime, alle quali ci stringiamo con affetto e partecipazione autentica in questo momento di dolore incolmabile”, prosegue il sindaco.
“Desidero, inoltre, rivolgere un pensiero al lavoratore rimasto ferito – aggiunge – attualmente ricoverato in gravi condizioni: a lui va il nostro augurio più forte di pronta guarigione, insieme alla vicinanza ai suoi familiari che stanno vivendo ore di angoscia. Non è accettabile che si continui a morire mentre si lavora. Il rispetto della vita deve essere sempre la priorità assoluta. Da questo dolore deve nascere un impegno ancora più forte affinché tragedie come questa non si ripetano mai più”.
La Uil: “Emergenza nazionale”
La segretaria generale della Uil Sicilia, Luisella Lionti, esprime “profondo cordoglio” per la terribile tragedia avvenuta questa mattina in via Ruggero Marturano, a Palermo, dove due operai hanno perso la vita precipitando da una gru mentre lavoravano.
“Siamo di fronte all’ennesima drammatica conferma – dice Lionti – di quanto la sicurezza nei luoghi di lavoro continui a essere una vera emergenza nazionale. È inaccettabile che si possa morire mentre si lavora. Ogni vita spezzata è una ferita per tutti noi e un richiamo alla responsabilità di istituzioni e imprese. Bisogna investire in prevenzione, formazione e controlli continui, perché dietro ogni numero ci sono persone e famiglie”.
La Uil Sicilia si stringe alle famiglie delle vittime e chiede che venga fatta piena luce sulle cause dell’incidente. “Serve una svolta concreta e immediata – conclude la segretaria – affinché la sicurezza non resti solo una parola nei protocolli ma diventi realtà quotidiana per ogni lavoratore”.
La Cgil si mobilita a Palermo
“Siamo molto amareggiati, l’ennesima gravissima strage di operai a Palermo. Non si può più accettare una situazione del genere. Proprio ieri in un cantiere siamo intervenuti per rimproverare rendere alcuni operai che lavoravano senza imbracatura. Questo è lo spaccato del settore delle costruzioni, che negli ultimi anni non abbiamo mai smesso di denunciare a gran voce, queste sono le condizioni di insicurezza in cui lavorano i nostri operai edili”. Lo dice il segretario generale Fillea Cgil Palermo, Piero Ceraulo, che aggiunge: “L’ennesimo operaicidio nella nostra città ci dice a chiare lettere che questa tragedia senza fine sta diventando una piaga sociale”.
“Vanno individuate subito le responsabilità, senza vie di fuga per i colpevoli. Valuteremo anche con le altre sigle sindacali iniziative di mobilitazione e di confronto con le istituzioni. Ma la politica in tutto questo che fa? Cosa aspetta il governo, sia regionale che nazionale, per intervenire subito con norme più stringenti in materia di salute e sicurezza? Esprimiamo solidarietà alla famiglia e siamo immediatamente disponibili a intervenire in supporto ai familiari”, conclude Cerauolo.
Anche la Cgil Sicilia, con il segretario confederale Francesco Lucchesi, esprime cordoglio. “Formazione, controlli anche dei mezzi e degli strumenti di lavoro, tutte cose che continuano a mancare in Sicilia”, dice Lucchesi. La Cgil chiede “l’immediata convocazione dell’osservatorio regionale su salute e sicurezza” e annuncia per il 6 maggio una propria iniziativa sull’argomento. Non ci stancheremo di batterci – aggiunge l’esponente sindacale – perché questa scia di sangue si arresti. Nonostante le denunce sindacali e gli incidenti che si verificano in continuazione, si continua a procedere a rilento con le verifiche. Si contano in tutta la regione meno di un centinaio di ispettori e questa è una lacuna che va colmata quanto prima”.
L’appello della Cisl Palermo Trapani
“Siamo avviliti, stanchi, con un dolore immenso e con il pensiero rivolto ai familiari, ai colleghi di questi due lavoratori morti in un modo assurdo e inaccettabile, e al terzo ferito. Non riusciamo a comprendere come un’emergenza nazionale di questa portata, che ogni giorno conta feriti e spesso, come accaduto oggi anche vittime, non sia la priorità per tutti, come dovrebbe essere invece la tutela della salute e della vita dei lavoratori. Siamo dell’idea che un’emergenza come questa vada combattuta con strumenti emergenziali“. Lo affermano la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese, dopo aver appreso del grave incidente sul lavoro accaduto stamani a Palermo in via Marturano, il crollo del braccio meccanico della gru.
“Il bilancio del gravissimo incidente poteva anche essere ancora più tragico. Devono essere chiarite le responsabilità, perché – aggiungono – non possiamo più accettare che accadano questi gravissimi incidenti e che ci siano, anche oggi, famiglie che non vedranno più i loro cari fare ritorno dal lavoro”.
“Controlli a tappeto sull’uso dei dispositivi di sicurezza, l’applicazione delle normative e dei giusti contratti che tutelano i lavoratori, un maggior numero di ispettori, una costante programmazione sul tema della prevenzione e della formazione rivolte sia ai lavoratori che ai datori di lavoro, un impegno comune tra le istituzioni e parti sociali per fermare la scia di sangue. Serve tutto questo, ma oggi non riusciamo a dire altro, oggi a Palermo a piangere è tutto il mondo del lavoro”, concludono i segretari.
Il cordoglio di Renato Schifani
“Esprimo il cordoglio di tutto il governo regionale, e il mio personale, alle famiglie dei due operai deceduti questa mattina a Palermo, mentre lavoravano alla ristrutturazione di un palazzo. Si tratta, purtroppo, di un’ennesima tragedia che evidenzia ancora una volta quanto sia importante garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. Su questo tema è massima l’attenzione dell’esecutivo regionale al fianco dei sindacati e delle forze dell’ordine, nonostante i nostri Ispettorati del lavoro siano decisamente sotto organico”. Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani.
“Per questo lo scorso dicembre abbiamo avviato la procedura per selezionare 52 nuove unità di personale, tra ispettori del lavoro e funzionari ispettivi, nell’ottica del rafforzamento della nostra azione e del ricambio generazionale. La procedura – assicura Schifani – va avanti, gli uffici stanno lavorando alla costituzione delle commissioni esaminatrici e contiamo di disporre dei nuovi ispettori nel più breve tempo possibile”.



