AGI – Oggi è un inferno, ma un tempo la Palestina è stata terra di santi e beati. Campioni della fede cattolica. Per esempio (senza considerare gli eletti coevi di Gesù), originari di queste parti sono i santi Arcano ed Egidio (festa il 1° settembre), coloro che – secondo il libro “Storia della città di Sansepolcro” di Lorenzo Coleschi (Città di Castello, 1886) – “nel 940, con un carico di reliquie dal santo Sepolcro di Gerusalemme, giunti nella pianura diedero principio alla città del Borgo Sansepolcro”, in provincia di Arezzo, “linda e raffinata cittadina toscana dov’è nato Piero della Francesca” (“Santi d’Italia”, Alfredo Cattabiani, Bur-Rizzoli, 2004).
Oppure, sempre da “Santi d’Italia”, l’altro palestinese Ciriaco di Ancona (di cui è patrono): nel 326 “avrebbe partecipato al ritrovamento della Croce sul Calvario insieme con sant’Elena, madre dell’imperatore romano Costantino”. E seguendo le rotte della Provvidenza, sarebbe giunto nella città marchigiana dove “venne eletto successore del vescovo appena morto”, salendo in seguito agli onori degli altari. Ancora, il celebrato Giustino (ricorrenza il 1° giugno), anche lui “figlio” della Palestina dei primi anni del II secolo. Nel “Libro dei santi” (San Paolo, 2012) Elio Ruggero scrive che la sua “colpa” sarebbe stata aver osato difendere la fede cristiana in una Roma dove la nuova setta faceva ancora paura.
Il censimento della santità in Terrasanta
Palestina, terra di santi e beati. È difficile dire con precisione quante siano le teste con l’aureola provenienti da quel fazzoletto di Medioriente; anche stilare un censimento globale sarebbe arduo. “La prima canonizzazione papale storicamente sicura – è spiegato in ‘Santi e patroni’, Dizionario biografico della De Agostini, 2010 – è quella che eseguì Giovanni XV il 31 gennaio dell’anno 993”. Quindi, difficile avere numeri certi sin dall’inizio della tradizione. Volendo farsi un’idea – rifacendosi sempre a “Santi e patroni” – ci sono gli oltre ventimila venerabili della “Bibliotheca Sanctorum” (Città Nuova Editrice) e quasi diecimila del “Martyrologium romanum”. In questo “mare magnum” di virtuosi, altri due palestinesi (e altri ce ne saranno) si trovano nel Dizionario della De Agostini: “Adriano di Cesarea (III-IV sec.; festa il 5 marzo) e Ilarione di Gaza (291-371; 13 gennaio), fondatore della vita monastica in Palestina”.
Le figure agiografiche e la piccola araba
E ulteriori undici li cita il sito web “Santi e beati”, ricco di un archivio con 14.764 voci agiografiche, 11.450 schede biografiche e circa 4500 patronati. Sono: Procopio di Cesarea, Pietro Balsamo, Romano d’Antiochia, Teodosia di Cesarea, Giovanni di Gischala, Giovanni di Betania, Simone di Tiro, Sabas di Tiro, Teodoro di Tiro, Nicola di Tiro e Saba di Nazareth. Insomma, Palestina terra di santi e beati. In alcuni casi qualcuno ha avuto pure qualche grattacapo dall’oltretomba, come accadde alla “piccola araba” Mariam Baouardy – nome da consacrata Maria di Gesù crocifisso – nata ad Abellin (Nazareth, nella regione Galilea, in Palestina) nel 1846. “Fu oggetto di prove molto speciali – annota Marco Tosatti in ‘Santi indemoniati’, Chorabooks Hong Kong, 2017 – e fra queste la possessione da parte di spiriti diabolici”. Ma alla fine il paradiso le aprì le porte, perché la religiosa “ebbe rapimenti, visioni e stimmate”, aveva spiegato papa Francesco durante il rito di canonizzazione il 17 maggio 2015 in piazza San Pietro a Roma.
Gerusalemme e i conflitti della regione
Palestina, terra di santi e beati. E molto di più. La zona conta Gerusalemme, capitale spirituale delle tre religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo e islam. Ed è la patria di Cristo: venuto al mondo a Betlemme, cresciuto a Nazaret e morto a Gerusalemme, tutti siti nella regione storica della Giudea. Eppure, nella regione non c’è mai pace. È il territorio più conteso del pianeta. Sbirciando la Storia lo è sempre stato, dall’antichità ai tempi contemporanei. Andando alle date “recenti”, la Terrasanta è scenario di conflitti armati dal 1948 ai giorni nostri. Oggi è un inferno, ma un tempo la Palestina è stata terra di santi e beati.



