AGI – Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz si è nuovamente fermato dopo l’annuncio del blocco navale da parte degli Usa, arrivato in seguito al fallimento dei negoziati con l’Iran. Lo scrive Lloyd’s, media specializzato nel settore navale. Prima dell’annuncio, i flussi di navigazione proseguivano a livelli ridotti, con un lieve aumento delle petroliere in transito nel fine settimana mentre alcune compagnie tentavano di far uscire le navi dal Golfo approfittando della fragile tregua.
Dopo l’escalation, tuttavia, i movimenti risultano sospesi e almeno due imbarcazioni che stavano lasciando l’area hanno invertito la rotta. Parallelamente, le forze armate statunitensi hanno avviato operazioni per la rimozione delle mine posizionate nello stretto. Secondo il Comando Centrale, due navi da guerra americane hanno attraversato l’area per la prima volta dall’inizio del conflitto nell’ambito di missioni di sminamento.
Iran, “a un passo dall’accordo”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran era a un passo da un accordo con Washington durante i colloqui del fine settimana tra Iran e Stati Uniti a Islamabad. “In buona fede, l’Iran ha negoziato con gli Stati Uniti per mettere fine alla guerra“, ha scritto in un post su X. Ma quando l’intesa sembrava ormai vicina a Islamabad, ha aggiunto, “ci siamo scontrati con posizioni massimaliste, continui spostamenti dei paletti e un blocco“.
La provocazione di Ghalibaf sui prezzi del carburante
Dal canto suo, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha guidato la delegazione di Teheran nei colloqui con Washington, ha attaccato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul tema dei prezzi dei carburanti, dopo la minaccia di blocco dello Stretto di Hormuz. Ghalibaf ha pubblicato su X un’immagine con i prezzi della benzina nell’area della Casa Bianca, commentando: “Godetevi i prezzi attuali alla pompa. Con il cosiddetto ‘blocco‘, presto proverete nostalgia per una benzina a 4-5 dollari al gallone”.
Trump indifferente al ritorno dell’Iran ai negoziati
Intanto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che non gli importa se l’Iran tornerà o meno al tavolo dei negoziati con Washington dopo il fallimento dei colloqui in Pakistan. “Non mi importa se tornano oppure no. Se non tornano, per me va bene”, ha detto Trump ai giornalisti alla Joint Base Andrews, nel Maryland, al rientro dalla Florida.
La tregua regge, ma il blocco è imminente
Per Trump, la tregua temporanea di due settimane tra Stati Uniti e Iran “sta reggendo bene” dopo il fallimento della maratona negoziale del fine settimana in Pakistan. “Direi che sta reggendo bene. Il loro esercito è distrutto. L’intera marina è sott’acqua“, ha detto il presidente ai giornalisti dopo il rientro a Washington dalla Florida, aggiungendo che alle 10 del mattino di lunedì, ora della costa Est, gli Stati Uniti avvieranno un blocco dello Stretto di Hormuz.



