martedì, Aprile 14, 2026
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La polizia greca usa migranti mascherati per i respingimenti

AGI – La polizia greca usa migranti mascherati per respingere con la forza altri migranti oltre il confine. Lo ha riferito la Bbc che ha raccolto numerose prove secondo cui la polizia greca starebbe reclutando migranti per respingere violentemente altri migranti oltre la frontiera terrestre con la Turchia. Documenti interni della polizia di cui il media britannico ha preso visione indicano che il reclutamento dei cosiddetti mercenari è stato ordinato e supervisionato da ufficiali di alto grado.

Le indagini svolte dalla Bbc rivelano, inoltre, accuse di brutalità, con testimoni che riferiscono di migranti spogliati, derubati, picchiati e persino aggrediti sessualmente. Secondo le prime conclusioni, in realtà dei mercenari verrebbero impiegati illegalmente al confine almeno dal 2020. Il primo ministro greco ha dichiarato alla Bbc di essere “totalmente all’oscuro” delle accuse sull’uso di migranti per i respingimenti forzati di migranti e richiedenti asilo oltre i confini, senza un giusto processo, generalmente considerati illegali dal diritto internazionale.

Indagini e prove sui mercenari mascherati

Già nel 2022, l’organizzazione giornalistica olandese Lighthouse Reports aveva riportato la notizia che questi respingimenti venivano operati in Grecia da uomini stranieri mascherati. L’indagine della Bbc condotta in collaborazione con il Consolidated Rescue Group (Crg), è iniziata lo scorso autunno, sulla base di un video che presumibilmente mostrava migranti maltrattati da mercenari. Il video è stato condiviso con la Bbc da un trafficante. Da allora sono state raccolte informazioni concordanti da migranti, ex mercenari, fonti di polizia, documenti ufficiali e trascrizioni trapelate. Una fonte della polizia locale ha riferito alla Bbc che mercenari vengono impiegati per respingere centinaia di persone a settimana. “Non c’è soldato, agente di polizia o agente di Frontex (l’agenzia europea per la protezione delle frontiere) in servizio qui a Evros che non sappia che avvengono questi respingimenti”, ha aggiunto la fonte.

Reclutamento e abusi al confine di evros

Sulla base di diverse prove raccolte in loco, è emerso che i mercenari sono a loro volta migranti, reclutati in paesi come Pakistan, Siria e Afghanistan, e vengono ricompensati con denaro e cellulari rubati ad altri migranti, oltre a documenti che, di fatto, consentono il passaggio attraverso la Grecia. Una guardia di frontiera ha dichiarato durante un’udienza disciplinare di aver ricevuto informazioni, riferite ai suoi superiori, secondo cui dei mercenari avrebbero violentato delle migranti. Due migranti e un ex mercenario hanno affermato di aver assistito a violenze estreme da parte sia dei mercenari che della polizia greca, tra cui persone picchiate fino a perdere i sensi. Una migrante ha testimoniato che un uomo mascherato ha tolto il pannolino a sua figlia alla ricerca di oggetti di valore.

Contesto geografico e violazioni del diritto

Dal 2015 la Grecia ha accolto ben oltre un milione di migranti, principalmente attraverso le traversate via mare, ma anche lungo il confine terrestre con la Turchia. Questa frontiera si estende per 200 km lungo il fiume Evros. Segna il confine esterno dell’Unione Europea, separando la regione greca dell’Evros dal territorio turco della Tracia orientale. I rifugiati o i migranti irregolari che attraversano il fiume per entrare in Grecia si trovano in una zona ristretta e fortemente militarizzata, costellata di torri di guardia. La Bbc ha visionato un filmato del 22 giugno 2023 in cui un gruppo di migranti, appena entrati a Evros e intenzionati a chiedere asilo, è stato vittima di un’imboscata da parte di uomini mascherati.

Rapporto frontex e sanzioni internazionali

Un rapporto sull’incidente, redatto dall’Ufficio per i Diritti Fondamentali, un organismo investigativo indipendente interno a Frontex, ha rilevato che, sulla base delle prove disponibili, tra 10 e 20 “cittadini di paesi terzi” agivano su ordine di ufficiali greci. Secondo il rapporto, i migranti sarebbero stati sottoposti ad abusi fisici e verbali, tra cui “minacce di morte e di stupro, perquisizioni corporali invasive e a sfondo sessuale”, nonché percosse, accoltellamenti, sequestri e furto di effetti personali. Il rapporto rivela inoltre, che i migranti sarebbero stati poi rimpatriati forzatamente in Turchia, in violazione del diritto comunitario in materia di diritti umani.

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