AGI – L’ex presidente del Cile e Alta commissaria per i diritti umani Michelle Bachelet ha detto di essere pronta a collaborare con il presidente statunitense Donald Trump, nonostante gli Stati Uniti non abbiano appoggiato la sua candidatura a segretario generale dell’Onu per la sua posizione a favore dell’aborto. Incontrando i giornalisti al Palazzo di Vetro, nel primo giorno di campagna elettorale, Bachelet ha detto di “avere avuto buone relazioni” con Washington in passato, quando era presidente del Cile, e di essere “pronta a collaborare con tutti”, ma anche sostenuto di “credere davvero nei diritti delle donne”.
“Non penso – ha aggiunto – che si possa decidere quali diritti le donne devono avere e quali no, penso che debbano decidere da sole delle proprie vite”. Bachelet è`ufficialmente uno dei quattro candidati alla successione del segretario generale Antonio Guterres, il cui mandato scadrà il 31 dicembre di quest’anno. Gli altri sono l’argentino Rafael Grossi, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia, e considerato al momento il favorito; l’ex vicepresidente della Costa Rica Rebeca Grynspan e l’ex presidente del Senegal Macky Sall, l’unico candidato a non far parte dell’area latinoamericana.
Il processo di nomina prevede audizioni davanti ai 193 Stati membri dell’Onu oltre a incontri con la società civile. Importante il passaggio all’Assemblea generale, a cui spetta il voto formale, ma il vero momento chiave sarà il passaggio alla votazione nel Consiglio di Sicurezza. E’ qui che si decide il nuovo segretario e vale sempre il potere di veto dei cinque membri permanenti, che sono Usa, Cina, Russia, Gran Bretagna e Francia. I senatori repubblicani del Congresso americano hanno già espresso parere negativo su Bachelet, accusata di essere “troppo schierata” a favore dell’aborto.
Molti la considerano troppo leader per ricoprire un ruolo che richiede una figura più malleabile, in particolare in un momento in cui alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti, Russia e Israele, vogliono vedere il potere delle Nazioni Unite diminuire. Inoltre in ottant’anni di storia non è mai stata eletta una donna. Quando le è stato chiesto cosa ne pensasse, Bachelet ha risposto: “Nel 2016 c’erano donne candidate ma non ce l’hanno fatta. Diciamo che il mondo forse non era pronto. Lo sarà adesso? Spero di sì, perché credo che se davvero vogliamo un’Onu che rappresenta il mondo, serve considerare anche due cose: che sia una donna e che rappresenti una particolare regione”. “Io – ha aggiunto – credo nelle competenze, abbiamo uomini e donne leader nel mondo molto capaci”. Il Cile, guidato da un governo di destra, non l’ha candidata. “Questo – ha commentato – non cambia niente, non ha nessun impatto primo perché le ragioni sono politiche, e poi perché ho ricevuto il sostegno di due tra i Paesi piú grandi e popolosi della regione, il Messico e il Brasile”. Nelle prossime ore sono attese le conferenze degli altri candidati.



