sabato, Maggio 23, 2026
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L’affare del secolo: l’intera Manhattan al prezzo di mezzo decimetro quadro di oggi

AGI – Dopo quattrocento anni esatti, è difficile contestare che il 24 maggio 1626 l’acquisto di Manhattan fosse non solo l’affare del secolo, ma probabilmente quello dei secoli nei secoli. Per quanto un alone di leggenda avvolga la conclusione della presunta vendita dell’isola agli olandesi, non c’è alcun dubbio che i nativi Lenape avrebbero dovuto ripensarci non una ma mille volte, anche se è tutto da dimostrare che i pellirosse avessero davvero avuto l’intenzione di cedere quelle terre. La contropartita fu una serie di merci per un valore di 60 fiorini olandesi dell’epoca, poco più di un migliaio di dollari americani di oggi.

Quella cifra è l’unica cosa certa di quello scambio, poiché documentalmente testimoniata, per quanto in maniera indiretta, da una lettera coeva datata 6 novembre che parla proprio di quell’affare «con i selvaggi». Si dirà in seguito che i furbi europei avessero fornito merci come bottoni, perline di vetro colorato e altri oggetti di minutaglia, mentre più probabilmente la contropartita era in utensili e attrezzi per l’agricoltura, asce e pentole, ma in ogni caso la sproporzione di prezzo era abnorme. Oggi con quei 60 fiorini a Manhattan non si acquista neppure un decimetro quadro di un appartamento, che indicativamente è quotato sui 20.000 dollari al metro.

 

 

 La leggenda delle perline e gli equivoci sull’acquisto del terreno

 I Lenape sono una nazione della federazione algonchina, che gli europei già a inizio ‘600 chiamavano delaware dal nome di Thomas West Delaware governatore della Virginia per conto di Elisabetta I.  Entrando in contatto con gli olandesi della Compagnia delle Indie guidati da Peter Minuit, i nativi avrebbero verosimilmente interpretato quell’offerta pacifica di merci come la contropartita per potersi stabilire e cacciare sull’isola, non come si racconta di una vendita con trasferimento di proprietà della terra, diritto esclusivo non ignoto agli indiani d’America, ma assai poco considerato e molto limitato.

I pellirosse abitavano stagionalmente l’isola dalle molte colline (questo il significato di Manhatta, il nome che le avevano dato i Lenape) perché offriva risorse di sostentamento: le acque erano ricche di pesci, la terra era buona per le coltivazioni, la caccia assicurava carne e pellicce. Soprattutto le pellicce di castoro ingolosivano gli olandesi, per rifornirne i mercati europei, dove erano considerati beni di lusso. I pellirosse erano a loro volta commercianti e quindi si poteva trovare un accordo, ma ci sono fondati dubbi che sia vera la storia delle perline e delle chincaglierie. La Compagnia olandese delle Indie si era già interessata alla zona che era diventata strategica per i suoi traffici da un capo all’altro dell’Atlantico. Nel 1621 erano stati fondati i Nuovi Paesi Bassi nella zona del fiume Hudson e nel 1624 esistevano insediamenti stabili sull’isola di Manhatta, alla quale i coloni avevano aggiunto la “n” finale, e su una sponda di terraferma, creando Nieuw Amsterdam (Nuova Amsterdam), che gli inglesi avrebbero ribattezzato New York dopo essersene impossessati. Nella politica della Compagnia la fase della colonizzazione era consuetudinariamente accompagnata da quella dell’acquisto delle terre dai nativi. 

L’arrivo del direttore generale Peter Minuit e la presunta compravendita

 In questo quadro di penetrazione commerciale e coloniale entra in scena il direttore generale dei Nuovi Paesi Bassi, il poco più che quarantenne Peter Minuit, giunto a Manhatta ad aprile del 1626. Per lui quell’isola scoperta nel 1524 dal navigatore fiorentino Giovanni da Verrazzano, che il re di Francia Francesco I non aveva ritenuto interessante, rappresenta invece un’ottima opportunità di espansione commerciale della Compagnia olandese delle Indie. Avvia subito le trattative con i nativi che, secondo quanto tramandato, si sarebbero chiuse nel principale villaggio dei Lenape, Shorakkopoch. Gli olandesi chiedono terra in cambio di oggetti e manufatti, i Lenape concedono di potervi risiedere, solo che mentre i primi intendono la proprietà, i secondi assai probabilmente solo l’usufrutto. Fatto sta che quel 24 maggio l’accordo si chiude e secondo l’interpretazione corrente Manhatta passa di mano, facendo nascere anche il mito su quell’affare. 

L’evoluzione delle colonie e una targa all’Inwood Hill Park per consacrare il mito

  L’accordo tra olandesi e Lenape probabilmente, oltre al diritto di usare la terra di Manhatta prevedeva anche una sorta di alleanza contro nemici esterni. Minuit aveva lasciato i Nuovi Paesi Bassi nel 1637 ed era morto sulla sua nave colata a picco da un uragano nel 1641 nelle Antille, dove si era recato per commerciare il tabacco prodotto nella colonia di Nuova Svezia da lui fondata alla foce del fiume Delaware. Ma i rapporti tra europei e nativi saranno destinati a deteriorarsi fino a sfociare in guerra aperta nel periodo della direzione dei Nuovi Paesi Bassi affidata a Willem Kieft, il quale riteneva gli indiani un problema, rendendo sempre più difficoltosa e problematica la coesistenza. I due massacri di nativi, compresi donne e bambini, nella notte del 25 febbraio 1643 da parte dei soldati olandesi per vendicare la morte di un colono, innescò la ribellione che provocherà centinaia di morti. Nel 1647 Kieft sarà rimosso e sostituito da Peter Stuyvesant. Ma nel frattempo i coloni inglesi del New England, che avevano vinto le guerre indiane, si erano spinti verso le coste di Long Island costruendo villaggi sulle terre rivendicate dagli olandesi.

L’insofferenza verso la gestione di Stuyvesant e la guerra tra Paesi Bassi e Inghilterra nel continente portarono allo scontro anche in America. Il governatore farà costruire un muro fortificato per proteggere a nord la Nuova Amsterdam, al quale si aggiungeranno torri di avvistamento. Il tracciato di quel vallo diventerà Wall Street, cuore dei commerci e degli affari del mondo. Ma la fortificazione non servirà mai a nulla, perché gli inglesi non arriveranno da terra ma via mare da sud e conquisteranno la città che si arrende il 27 agosto 1664, e portando nel dominio della corona Nuovi Paesi Bassi e Nuova Svezia. I Lenape, via via decimati dalle guerre e dalle malattie introdotte dagli europei, sono progressivamente costretti a spostarsi in Oklahoma, Wisconsin e persino Canada. La leggenda dell’acquisto di Manhattan il 24 maggio 1626 è iscritta su una targa all’Inwood Hill Park, a nord dell’isola, nel punto di confluenza tra i fiumi Hudson e Harlem.

 

 

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