AGI – Sarà pubblicata oggi “Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di Papa Leone XIV “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza Artificiale“. Un documento molto atteso che, per la prima volta nella storia, vedrà tra i partecipanti alla presentazione lo stesso Pontefice.
Il richiamo alla Rerum Novarum
Il testo è stato firmato da Leone lo scorso 15 maggio, giorno del 135esimo anniversario della promulgazione dell’Enciclica sociale Rerum Novarum di Leone XIII, in risposta alla rivoluzione industriale. Una data fortemente simbolica: lo stesso Prevost ha dichiarato in precedenza che l’intelligenza artificiale “costituisce una nuova rivoluzione industriale”, e pone sfide analoghe per la dignità umana, la giustizia, il lavoro.
L’etica quindi al centro del documento del Papa. E tra la scelta dei relatori che presenteranno il testo, non è un caso che ci sia Christopher Olah, il cofondatore di Anthropic, azienda tecnologica annoverata tra i nemici dell’amministrazione Trump, dopo il rifiuto della società di concedere all’esercito americano accesso illimitato ai suoi modelli di intelligenza artificiale. La stessa Anthropic che annunciò di aver sviluppato un modello così potente di IA da non poterlo rilasciare al pubblico.
La scommessa sulla magnificenza dell’umano
Il teologo Alfonso Bruno rimarca come il titolo della prima enciclica di Leone sia “una scommessa”: “In un momento in cui il discorso pubblico sull’IA oscilla tra l’entusiasmo dei tecno-ottimisti e il catastrofismo dei profeti di sventura, la Chiesa sceglie di scommettere sulla magnificenza dell’umano, non come dato acquisito, ma come compito”, sottolinea.
Bruno, giornalista e sacerdote dei Frati Francescani dell’Immacolata, ricorda che già nel febbraio 2020 vi era aria di cambiamento quando l’Accademia Pontificia per la Vita si sedette allo stesso tavolo con Microsoft e IBM per firmare quello che venne chiamato la Rome Call for AI Ethics.
“Capii che stava succedendo qualcosa di insolito”, afferma Bruno. Non era la prima volta che la Chiesa cercava un dialogo con il potere tecnologico ma “era forse la prima volta che lo faceva da una posizione di proposta intellettuale autonoma, portando in dote un concetto – quello di ‘algoretica‘, coniato dal padre francescano Paolo Benanti – che non era una reazione difensiva, bensì un’offerta filosofica. Inserire valori umani nel cuore stesso della progettazione algoritmica, prima ancora che i sistemi vengano dispiegati nel mondo: non è un anatema, è un programma”.
Il percorso del magistero sull’IA
Da allora, osserva il teologo, il magistero pontificale sull’intelligenza artificiale ha percorso una strada coerente, con Papa Francesco che fu il primo a tracciare la mappa: basti ricordare lo storico intervento di Bergoglio al vertice G7 del 14 giugno 2024, a Borgo Egnazia (Fasano, Puglia), primo Pontefice a prendere parte a un summit dei grandi della Terra, intervenendo alla sessione dedicata all’intelligenza artificiale.
Sempre sull’intelligenza artificiale, doveroso citare la Nota “Antiqua et nova”, firmata da Francesco, nella quale si riafferma che l’IA non deve essere considerata una forma artificiale di intelligenza e, “in un’epoca in cui si discute seriamente se i modelli linguistici abbiano ‘coscienza’, questa affermazione non è peregrina: è necessaria”, scandisce Bruno.
La visione di Leone XIV
Leone XIV, già dalla scelta del nome, non ha lasciato spazio a interpretazioni. Più volte il Pontefice si è espresso sulla IA ribadendo che la sfida non sia tecnologica ma antropologica, e che non riguarda soltanto l’uso di nuove tecnologie, ma la sostituzione progressiva della realtà con la sua simulazione.
I relatori della presentazione ufficiale
Nell’Aula del Sinodo, oggi, alla presentazione di “Magnifica Humanitas”, interverranno il cardinale Victor Manuel Fernandez, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede; il cardinale Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; Anna Rowlands, teologa britannica specializzata in teologia politica, dottrina sociale cattolica e teologia cattolica contemporanea; Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic, l’azienda Usa di intelligenza artificiale, responsabile della ricerca sull’interpretabilità dell’intelligenza artificiale; Leocadie Lushombo, docente di teologia politica e pensiero sociale cattolico presso la Jesuit School of Theology / Santa Clara University, in California.
La conclusione è affidata al Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin. Seguiranno l’intervento e la benedizione di Papa Leone.



