martedì, Maggio 26, 2026
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Se i denti invecchiano è colpa delle cellule staminali

AGI – Un particolare gruppo di cellule staminali presenti nella polpa dentale potrebbe avere un ruolo chiave nell’invecchiamento dei denti e aprire la strada a nuove strategie terapeutiche contro il deterioramento dentale legato all’età.

È quanto emerge da uno studio pubblicato su Stem Cell Reports e coordinato da Fanyuan Yu della Sichuan University in Cina, che ha identificato un sottotipo di cellule staminali dentali responsabile della rigenerazione del tessuto dentario e della produzione degli odontoblasti, le cellule che formano la dentina.

L’invecchiamento dei denti

Con l’avanzare dell’età, i denti diventano infatti più fragili e vulnerabili alla carie e alla perdita. Sebbene il dente possieda una capacità intrinseca di rigenerarsi attraverso le cellule staminali della polpa dentale, note come DPSC, questo processo tende progressivamente a rallentare.

Il declino delle DPSC

Le DPSC invecchiano, si dividono meno e producono un numero inferiore di odontoblasti, compromettendo così la capacità di riparazione del tessuto dentale.

Per comprendere i meccanismi alla base di questo processo, il gruppo di ricerca ha confrontato la capacità rigenerativa di molari giovani e anziani colpiti da carie severe. I risultati hanno mostrato che la maggior parte dei denti giovani riusciva a mantenere la vitalità della polpa dentale, mentre oltre la metà dei denti anziani andava incontro a necrosi.

Il ruolo delle cellule NFATC1+

Utilizzando modelli murini geneticamente modificati, gli studiosi hanno identificato un sottogruppo specifico di DPSC caratterizzato dall’espressione della proteina NFATC1. Queste cellule erano abbondanti nei denti giovani ma quasi assenti nei topi anziani.

Effetti della perdita di NFATC1

Quando i ricercatori hanno eliminato sperimentalmente queste cellule nei topi giovani, la polpa dentale ha mostrato segni di senescenza e una riduzione significativa degli odontoblasti, confermando il ruolo centrale delle cellule NFATC1-positive nella rigenerazione dentale.

Blocco della rigenerazione

L’analisi ha inoltre evidenziato che la proteina NFATC1 è essenziale per il corretto funzionamento delle cellule staminali dentali. Nei modelli animali privi di NFATC1, la formazione di odontoblasti si arrestava, il processo di invecchiamento della polpa dentale accelerava e diminuiva la capacità del dente di rigenerarsi dopo un danno.

Secondo gli autori, uno degli aspetti più promettenti dello studio riguarda la possibilità di intervenire farmacologicamente sulla senescenza cellulare. Nei topi carenti di NFATC1, la rigenerazione dentale è stata in parte ripristinata grazie a una combinazione di farmaci senolitici, progettati per eliminare le cellule senescenti accumulate nei tessuti.

Prospettive terapeutiche

“Questo studio dimostra che uno specifico tipo di cellule staminali NFATC1-positive è essenziale per la rigenerazione dentale e per prevenire la senescenza”, spiegano gli autori. Saranno tuttavia necessari ulteriori studi per verificare se la conservazione di queste cellule possa realmente contrastare l’invecchiamento dentale nell’uomo.

Verso nuove terapie rigenerative

Il lavoro potrebbe contribuire allo sviluppo di future terapie rigenerative mirate a preservare la salute dei denti durante l’invecchiamento, intervenendo direttamente sui meccanismi cellulari responsabili del deterioramento della polpa dentale.

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