martedì, Maggio 26, 2026
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La lotta all’HIV e al Covid con l’olio di lino

AGI – Un composto derivato dall’olio di lino potrebbe aprire nuove prospettive nel contrasto a virus come HIV e SARS-CoV-2 e ad alcune infezioni batteriche resistenti. È quanto sostiene un gruppo di ricercatori della Florida International University, che ha ottenuto un brevetto statunitense per una molecola ricavata da polioli derivati dall’olio di lino alimentare, capace di inibire l’ingresso dei virus nelle cellule umane.

La ricerca è stata coordinata da Arti Vashist, assistant professor presso il Herbert Wertheim College of Medicine della Florida International University, insieme a Hitendra Chand, Madhavan Nair, Andrea Raymond e Prem Chapagain.

Il brevetto e la molecola

Il brevetto, registrato come “Treatment and Prevention of Infections Using Vegetable Oil-Derived Polyols” (U.S. Patent No. 12,440,467), descrive un composto ottenuto da polioli derivati dall’olio di lino, una sostanza vegetale, biodegradabile e a basso costo che potrebbe essere utilizzata nello sviluppo di nuove terapie antivirali e antibatteriche.

Attività contro virus e batteri

Secondo i ricercatori, il composto ha mostrato capacità di inibire infezioni causate da HIV e SARS-CoV-2, il virus responsabile del Covid-19, oltre a batteri responsabili di infezioni da streptococco e stafilococco.

Un composto mai studiato prima

“Il poliolo derivato dall’olio di lino non era mai stato studiato da solo per le sue proprietà antivirali”, spiega Arti Vashist. “La nostra ricerca ha mostrato che il composto presenta un forte potenziale nell’inibire un ampio spettro di infezioni virali e batteriche”.

Il gruppo di ricerca ha utilizzato modelli computazionali per identificare i siti di legame del composto sui virus. Le analisi hanno indicato che la molecola si lega alle stesse regioni bersaglio di alcuni farmaci antivirali già esistenti contro HIV e Covid-19, impedendo così ai virus di entrare e infettare le cellule umane.

Sicurezza e integrazione terapeutica

“Si tratta di un risultato importante”, osserva Vashist. “Il composto può essere aggiunto ai trattamenti esistenti per conferire proprietà antimicrobiche ad ampio spettro e non risulta tossico per le cellule sane”.

Secondo gli autori, uno degli aspetti più interessanti della scoperta riguarda la disponibilità della materia prima. L’olio di lino, derivato dai semi di lino, è infatti una risorsa vegetale rinnovabile, facilmente reperibile e già utilizzata in ambito alimentare. Il composto può essere prodotto su scala industriale a costi contenuti.

Nuove applicazioni mediche

I ricercatori ipotizzano inoltre possibili applicazioni nel trattamento di disturbi neurologici, tumori e infezioni difficili da raggiungere con i farmaci convenzionali. Il composto migliorerebbe infatti la capacità di alcuni nanovettori di attraversare la barriera ematoencefalica.

Tra le proprietà descritte figura anche la fluorescenza della molecola, che consentirebbe di monitorare tramite imaging il raggiungimento del bersaglio terapeutico. La ricerca è stata sostenuta in parte dai National Institutes of Health statunitensi.

Prospettive per la salute pubblica

Il gruppo di Vashist ha recentemente ottenuto un finanziamento del National Institute on Aging per studiare nanogel basati su polioli derivati dall’olio di lino come possibile trattamento per la malattia di Alzheimer. Gli autori sottolineano che, in un contesto segnato dalla diffusione di infezioni resistenti ai farmaci e dalle conseguenze della pandemia di Covid-19, composti vegetali a basso costo capaci di agire contro più patogeni potrebbero rappresentare nuovi strumenti per la salute pubblica.

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