martedì, Maggio 26, 2026
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Le cinque leve di Confindustria per rimettere le imprese al centro

AGI – Confindustria lancia cinque priorità per l’economia italiana. Cinque leve per rimettere l’impresa al centro e promuovere la crescita: energia; crescita dimensionale delle Pmi; contratti di sviluppo e innovazione; semplificazioni e riforma della 231; risorse adeguate agli obiettivi. Lo chiede Confindustria alle forze politiche e sociali proponendo un atto di responsabilità nazionale.

Confindustria: “Tornare al nucleare e sbloccare impianti fotovoltaici”

La prima leva è l’energia, ha spiegato il leader degli industriali, Emanuele Orsini, nella relazione all’assemblea annuale, chiedendo di riportarla nella competenza esclusiva dello Stato, di accelerare il ritorno al nucleare, di sbloccare le aree idonee per impianti fotovoltaici ed eolici di grande taglia e le autorizzazioni per le rinnovabili.

Crescita dimensionale delle imprese

La seconda leva da azionare, ha osservato Orsini, è una politica industriale orientata alla crescita dimensionale e tecnologica delle piccole e medie imprese, sostenibile sul piano fiscale, che sia perseguita attraverso un aumento degli incentivi fiscali a fusioni e acquisizioni. Confindustria chiede inoltre di estendere l’iperammortamento e di includere negli incentivi anche gli investimenti delle imprese in software e cloud, essenziali per accelerare la digitalizzazione e l’adozione dell’intelligenza artificiale.

Contratti di sviluppo e piano IA

La terza leva su cui puntare per tornare a crescere è il potenziamento dei contratti di sviluppo: gli industriali propongono di aumentare selettivamente le aliquote sulle tecnologie strategiche e di estendere il più possibile la sperimentazione e la rapida applicazione dell’intelligenza artificiale in tutte le filiere della manifattura. Serve un progetto di formazione all’IA da iniziare nel ciclo delle superiori di secondo grado, per tutti i giovani.

Semplificazioni e riforma della 231

E poi ci sono le semplificazioni e la riforma della legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti. L’instabilità normativa, secondo Confindustria, è “un male antico”. E bisogna promuovere e replicare il modello Zes unica che ha funzionato: “quasi 1.300 autorizzazioni uniche in poco più di due anni hanno prodotto oltre 55 miliardi di impatto economico complessivo e oltre 60mila posti di lavoro, diretti e indiretti. Con una spesa pubblica di poco superiore a 5 miliardi“.

Risorse adeguate agli obiettivi

La quinta leva da attivare è quella delle risorse adeguate agli obiettivi a partire dal fisco che è una leva di competitività. Esistono 575 misure fiscali che erodono circa 120 miliardi di base imponibile. Da qui la proposta: “Lavoriamo insieme, su queste misure, alcune delle quali hanno perso la propria ragion d’essere o si sovrappongono tra loro. Analizziamole insieme. E identifichiamo i 20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola“. E poi bisogna mobilitare i capitali e gli investimenti, anche con incentivi fiscali, il rilancio dei Pir e l’introduzione, al più presto, dei conti di risparmio e investimento rivolti alle persone fisiche.

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