AGI – Giorgia Meloni propone un “cantiere comune” agli industriali per riformare radicalmente la burocrazia italiana. “Per cercare di essere concreti vorrei proporvi di avviare subito un cantiere comune per arrivare a una riforma radicale della burocrazia in Italia. Io penso che sia fondamentale farlo insieme perché quando c’è un servizio che non funziona, se tu vuoi risolvere quel problema, devi interrogare l’utente”, è uno dei passaggi più applauditi dell’intervento di Giorgia Meloni all’assemblea annuale di Confindustria a Roma.
Meloni agli imprenditori: “Avviamo un cantiere comune contro la burocrazia”
Rivolgendosi direttamente agli industriali, la premier sottolinea che “voi siete gli utenti della burocrazia italiana e siete coloro che sicuramente più di tutti possono aiutarci a risolvere le troppe incrostazioni che in questi anni vi hanno impedito di correre come avreste potuto se non aveste dovuto rendere conto alle degenerazioni di quella burocrazia”.
L’Ue è un gigante burocratico che ha sacrificato la competitività
“La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l’attuale configurazione dell’Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica, sull’altare di approcci ideologici e tecnocratici. L’Europa è stata inarrestabile nella capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune ma miope quando si trattava di far sentire la propria voce nella vita globale”, aggiunge la presidente del Consiglio.
“L’Europa faccia meno e meglio”
Proprio a Bruxelles, Meloni lancia una sferzata. “Noi chiediamo che l’Europa faccia meno e lo faccia meglio, chiediamo l’applicazione del principio di sussidiarietà che significa che l’Europa si occupi di quello che gli Stati non possono fare da soli e non di quello che gli Stati fanno meglio da soli, chiediamo priorità sensate e velocità nelle decisioni, perché siamo in un tempo in cui la velocità di reazione agli eventi determina la posizione che occupi nello scenario, se cioè sei tra coloro che orientano le scelte o se piuttosto sei tra coloro che le subiscono”.
“La difesa è libertà ma dobbiamo sostenere imprese e famiglie”
La presidente del Consiglio, poi, rimarca la linea del governo sulla difesa ribadendo che occorre, in un periodo di tensioni globali, trovare un “punto di equilibrio” che contempli nell’utilizzo delle risorse, il sostegno ad imprese e famiglie. “Non ho cambiato idea sulle spese per la difesa. Un leader serio deve dire la verità. Se non ti sai difendere lo pagherai”, quindi “le spese per la difesa sono un prezzo per la libertà e io voglio che l’Italia sia una nazione libera. Ma dall’altra parte so che se oggi non aiutiamo famiglie e imprese rischiamo domani che non ci sia più niente da difendere, quindi dobbiamo trovare un equilibrio”, spiega Meloni.
“Sul ritorno del nucleare proseguiamo spediti”
“Vogliamo proseguire speditamente sulla strada del ritorno al nucleare in Italia, intanto sulle tecnologie più innovative con i reattori modulari“, osserva la premier in un altro passaggio del suo intervento. “Entro l’estate“, ha ribadito, “sarà approvata la legge delega e poi saranno approvati i decreti attuativi per il quadro politico necessario. Non ho dubbi sul fatto che la ripresa della produzione nucleare sia un obiettivo alla nostra portata, è importante per la nostra competitività. Sono molto determinata su questo”.



