AGI – Grave atto intimidatorio nella tarda serata di ieri a Enego, in provincia di Vicenza. Intorno alle 23:30, un ordigno è stato fatto esplodere davanti all’ingresso della casa di Adriano Cappellari, giornalista che collabora con Il Giornale di Vicenza e la testata L’Altopiano.
La bomba, composta da alcune bombolette di gas all’interno di una scatola, ha generato un rogo che ha danneggiato la recinzione e distrutto i vetri di diverse finestre. Fortunatamente in quel momento l’abitazione era vuota e l’incendio è stato domato in breve tempo. I filmati delle telecamere di sorveglianza privata hanno già ripreso la dinamica: un uomo con il volto coperto è entrato nella proprietà, ha piazzato il pacco bomba a terra ed è fuggito rapidamente a piedi.
La lettera di morte con i riferimenti a Meloni e don Patriciello
Subito dopo l’attentato, nella cassetta della posta della casa è stata rinvenuta una lettera con esplicite minacce di morte indirizzate al cronista. La missiva era accompagnata da alcune fotografie del giornalista e conteneva farneticanti riferimenti alla premier Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello, il parroco anticamorra di Caivano.
Cappellari era già stato preso di mira in passato proprio a causa della sua vicinanza al sacerdote campano. “Sono sconvolto, evidentemente qualcuno mi sorvegliava. Non capisco il motivo di tanto accanimento”, ha dichiarato il giornalista. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri di Bassano e di Enego per avviare le indagini.
La reazione delle istituzioni e la solidarietà della politica
L’episodio ha sollevato un’ondata di indignazione. L’Ordine dei giornalisti del Veneto ha espresso profonda solidarietà al giovane collega, sottolineando come questo secondo attacco dimostri che nessun territorio è davvero immune dalla violenza della criminalità organizzata.
Anche la politica ha fatto sentire la sua voce attraverso le parole del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana: “Esprimo la mia solidarietà al cronista Adriano Cappellari, bersaglio di un altro vile atto intimidatorio. Colpire un giornalista significa colpire la libertà di informazione, presidio essenziale della democrazia”.



