venerdì, Giugno 5, 2026
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Il diabete di tipo 1 non è solo una malattia dell’infanzia

AGI – Il diabete di tipo 1 può comparire frequentemente anche in età adulta e negli anziani, ma continua a essere spesso sottodiagnosticato o confuso con il diabete di tipo 2. È quanto evidenzia un articolo pubblicato sulla rivista Diabetes Care e coordinato dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con la University of Exeter, che propone una nuova lettura della malattia lungo tutto l’arco della vita.

Il diabete di tipo 1 e i ritardi nella diagnosi sugli adulti 

Tradizionalmente il diabete di tipo 1 viene considerato una patologia tipica dell’infanzia e dell’adolescenza, associata alla distruzione autoimmune delle cellule pancreatiche produttrici di insulina. Tuttavia, secondo gli autori, una quota significativa dei casi viene diagnosticata dopo i 30 anni e in molti pazienti adulti la malattia non viene riconosciuta correttamente. Negli adulti, infatti, l’elevata diffusione del diabete di tipo 2 rende più complessa la diagnosi del diabete autoimmune. Questo può determinare ritardi terapeutici e trattamenti inappropriati, con conseguenze importanti sul controllo metabolico e sul rischio di complicanze.

Diabete di tipo 1 lungo l’arco della vita

Lo studio analizza come l’età influenzi sviluppo, manifestazioni cliniche e gestione del diabete di tipo 1. Secondo i ricercatori, le differenze osservate nelle varie fasi della vita non rappresentano forme distinte della malattia, ma riflettono il diverso contesto biologico in cui si sviluppa l’autoimmunità. Tra i fattori coinvolti figurano il progressivo rimodellamento del sistema immunitario, i cambiamenti del pancreas con l’invecchiamento e l’aumento dell’insulino-resistenza che accompagna l’età adulta e avanzata.

“Non è solo una malattia dell’infanzia” 

“Il diabete di tipo 1 non è solo una malattia dell’infanzia – spiega Alessandra Petrelli, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’Università Statale di Milano e prima autrice dell’articolo -. Una quota rilevante dei casi viene diagnosticata in età adulta, ma spesso non viene riconosciuta correttamente, con conseguenti ritardi diagnostici e terapeutici”.

Come migliorare la diagnosi negli adulti 

Secondo gli autori, per migliorare la diagnosi negli adulti è necessario adottare approcci più precisi che integrino dati clinici, dosaggio del C-peptide e ricerca degli autoanticorpi tipici della malattia autoimmune. L’articolo sottolinea inoltre la necessità di estendere agli adulti i programmi di screening e identificazione precoce finora concentrati prevalentemente sull’età pediatrica. L’obiettivo è ridurre la misclassificazione diagnostica e favorire interventi preventivi più mirati.

Il diabete di tipo 1 negli over 65

I ricercatori evidenziano anche un cambiamento epidemiologico rilevante: mentre l’incidenza del diabete di tipo 1 a esordio adulto appare relativamente stabile, la prevalenza complessiva è in aumento, soprattutto tra le persone oltre i 65 anni. Questo fenomeno è legato principalmente al miglioramento della sopravvivenza grazie alle terapie moderne. Negli anziani, però, la gestione della malattia presenta problematiche specifiche.

Fragilità, decadimento cognitivo, multimorbidità e deficit sensoriali aumentano il rischio di ipoglicemie severe e rendono necessario personalizzare obiettivi terapeutici e strategie assistenziali.

Assistenza e sicurezza terapeutica 

“L’aumento della prevalenza del diabete di tipo 1 nelle età più avanzate pone nuove sfide assistenziali – osserva Paolo Fiorina, professore ordinario di Endocrinologia all’Università degli Studi di Milano e direttore del Centro per il diabete di tipo 1 del Centro di Ricerca Clinica Pediatrica “Romeo ed Enrica Invernizzi” -. Negli anziani è fondamentale prestare particolare attenzione alla sicurezza terapeutica, alla prevenzione delle ipoglicemie e al mantenimento della qualità della vita”.

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