AGI – Gli arrivi irregolari via mare in Italia si sono quasi dimezzati dall’inizio dell’anno. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, al 4 giugno 2026, alle ore 8:00, 11.861 migranti sono sbarcati sulle coste italiane, contro i 2.662 della stessa data del 2025. La diminuzione è del 49,87%.
Il calo è ancora più marcato sulla rotta libica, che rimane comunque il principale punto di partenza per l’Italia. Secondo i calcoli dell’Agenzia Nova, 9.915 persone arrivate in Italia dall’inizio dell’anno sono partite dalla costa libica, contro le 21.579 al 4 giugno 2025. La diminuzione è di circa il 54%. Nonostante questo calo, la Libia rappresenta ancora oltre l’83% di tutti gli sbarchi registrati in Italia.
Rotte migratorie secondarie
La Tunisia è molto indietro, con 960 partenze verso l’Italia, rispetto alle 1.336 dello stesso periodo del 2025. La rotta algerina segue la tendenza opposta: 967 arrivi sono stati registrati dall’inizio del 2026, rispetto ai 468 dell’anno precedente. La Turchia rappresenta ormai solo un flusso residuo, con 19 arrivi, rispetto ai 279 del 2025.
Geografia degli sbarchi
La geografia degli sbarchi conferma l’importanza della rotta libica. La Sicilia rimane la principale regione di arrivo, con 9.047 persone sbarcate da gennaio, rispetto alle 19.654 dell’anno precedente. Segue la Sardegna con 1.089 arrivi, un aumento rispetto ai 567 registrati nel 2025, in linea con l’aumento delle partenze dall’Algeria. Seguono la Puglia con 379 arrivi, la Toscana con 338, l’Emilia-Romagna con 251, la Liguria con 208, l’Abruzzo con 158, le Marche con 151, il Lazio con 123 e la Calabria con 117.
Nazionalità dei migranti
In base alla nazionalità dichiarata all’arrivo, il Bangladesh rimane il paese di origine principale, con 3.688 arrivi. Seguono la Somalia con 1.356, il Pakistan con 1.107, il Sudan con 998, l’Algeria con 763, l’Egitto con 755, la Tunisia con 438, l’Eritrea con 301, il Mali con 268 e la Costa d’Avorio con 204. Altre nazionalità includono Nigeria, Guinea, Iran, Marocco e Camerun.
Situazione in Libia
In Libia, il numero di migranti rimane elevato. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), tra gennaio e febbraio 2026 erano presenti nel Paese 936.134 migranti, rispetto ai 939.638 di fine 2025. Tuttavia, da diversi mesi le autorità libiche citano una cifra ben più alta, che arriva fino a tre milioni di migranti irregolari. Secondo l’OIM, l’84% dei migranti in Libia non possiede né un permesso di soggiorno né un permesso di lavoro.
Rischio e mortalità
La diminuzione degli arrivi non si traduce in una riduzione proporzionale del rischio. Dall’inizio dell’anno, si sono registrati 826 decessi e sparizioni sulla rotta del Mediterraneo centrale. Di questi, 751 sono morti per annegamento.
Intercettazioni in mare
Anche le intercettazioni in mare rimangono significative: tra il 10 e il 16 maggio, 741 migranti sono stati intercettati e riportati in Libia. Dall’inizio dell’anno, il totale ha raggiunto quota 6.811. Nel 2025, il numero era pari a 27.116, rispetto ai 21.762 del 2024.



