giovedì, Giugno 11, 2026
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Il caldo oceanico minaccia le ultime pseudorche hawaiane

AGI – Le ultime pseudorche insulari delle Hawaii stanno affrontando una grave crisi alimentare aggravata dal riscaldamento degli oceani. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Endangered Species Research, che documenta per la prima volta cambiamenti drastici nelle condizioni fisiche di questa popolazione di cetacei ormai ridotta a meno di 140 individui. La ricerca, coordinata dalla University of Hawaii at Mnoa insieme alla Pacific Whale Foundation e alla Okinawa Churashima Foundation, ha monitorato tra il 2019 e il 2025 lo stato di salute di 68 pseudorche attraverso tecniche avanzate di fotogrammetria con droni ad alta risoluzione.

I risultati mostrano oscillazioni estreme del peso corporeo. In un caso, un individuo ha perso circa il 28 per cento della propria massa corporea, equivalente a oltre 220 chilogrammi, nel giro di appena dieci settimane. Secondo i ricercatori, il peggioramento delle condizioni fisiche ha coinciso con una forte ondata di calore marina registrata nel 2020, anno che ha segnato anche il più grave calo annuale della popolazione osservato finora.

Lo studio

Lo studio suggerisce che l’aumento delle temperature oceaniche stia riducendo la capacità delle pseudorche di accumulare sufficienti riserve energetiche, esponendole a una condizione di stress nutrizionale cronico. “Molti individui sembrano vivere su un margine metabolico estremamente sottile”, spiega Jens Currie, primo autore dello studio e ricercatore della Pacific Whale Foundation. “Stiamo cercando di capire se la competizione con la pesca per specie ad alto contenuto energetico come tonno pinna gialla e mahi-mahi stia contribuendo alla scarsità alimentare”.

Le pseudorche hawaiane, nonostante il nome, appartengono alla famiglia dei delfini oceanici e rappresentano una popolazione residente distinta, adattata agli ecosistemi costieri dell’arcipelago. Si nutrono principalmente di grandi pesci pelagici come tonni, ono e mahi-mahi, le stesse specie fortemente sfruttate dalla pesca commerciale. I ricercatori hanno inoltre osservato forti differenze tra i vari gruppi sociali della popolazione.

Gli animali appartenenti al cosiddetto “Cluster 1”, caratterizzati da spostamenti molto ampi tra le isole hawaiane, mostravano condizioni fisiche particolarmente variabili. Secondo gli autori, i lunghi spostamenti necessari per trovare cibo potrebbero comportare costi energetici elevati. Per garantire l’accuratezza delle misurazioni, il team ha confrontato le immagini raccolte dai droni con scansioni tridimensionali di cetacei mantenuti in strutture di ricerca in Giappone.

Questo sistema ha permesso di stimare peso e volume corporeo con un margine di errore inferiore al 3 per cento. “Questo livello di precisione ci permette di capire con esattezza quando e dove questi animali stanno soffrendo”, osserva Lars Bejder, direttore del Marine Mammal Research Program dell’Hawaii Institute of Marine Biology.

Le pressioni ambientali

“E’ un elemento fondamentale per orientare le future strategie di conservazione”. Secondo gli scienziati, il deterioramento delle condizioni corporee potrebbe ridurre ulteriormente la capacità riproduttiva e la sopravvivenza di una popolazione che già oggi diminuisce mediamente del 3,5 per cento ogni anno. Oltre alla crisi climatica, le pseudorche hawaiane devono affrontare numerose altre pressioni ambientali, tra cui l’intrappolamento negli attrezzi da pesca, l’inquinamento e il disturbo umano.

Per gli autori, garantire un’adeguata disponibilità di prede rappresenta una delle priorità assolute per aumentare la resilienza della popolazione ai cambiamenti climatici e alle altre minacce ambientali. Lo studio costituisce il primo monitoraggio sistematico della massa corporea e delle condizioni fisiche delle pseudorche hawaiane e fornisce una base scientifica considerata cruciale per le future politiche di conservazione e gestione delle risorse marine nel Pacifico. 

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