AGI – L’ex primo ministro spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, apparso oggi in tribunale a Madrid, “non è riuscito a confutare” gli indizi dei reati a lui attribuiti nel processo a suo carico. Lo ha dichiarato il giudice José Luis Calama, titolare del processo che vede imputato l’ex leader socialista spagnolo per traffico di influenze, criminalità organizzata, riciclaggio di denaro e falsificazione di documenti in merito al caso Plus Ultra, dal nome della compagnia aerea che Zapatero è accusato di aver aiutato a ottenere un piano di salvataggio. Calama ha però respinto la richiesta di confisca del passaporto di Zapatero avanzata dal Procuratore Anticorruzione né ha imposto altri tipi di misure cautelari in quanto, essendo l’ex capo del governo una figura pubblica, “è evidentemente difficile” per lui sottrarsi alla giustizia. Tuttavia, il giudice ha precisato che “la dichiarazione dell’imputato non è riuscita a confutare i ragionevoli indizi di reato esposti nell’atto d’accusa, che derivano da diverse e distinte fonti probatorie”. L’ex numero uno del Psoe (Partito Socialista Operaio Spagnolo) è il primo ex capo di governo della storia della Spagna democratica a finire imputato in un processo. Zapatero è inoltre indagato per evasione fiscale e contrabbando in merito ai quasi 80 gioielli, per un valore di 1,3 milioni di euro, custoditi in una cassaforte del suo ufficio, sequestrata dalla polizia. Il magistrato ha evidenziato, ad esempio, la “tracciabilità di diversi trasferimenti” tra i conti bancari dell’ex presidente “in relazione a fondi provenienti da aiuti pubblici concessi dal Governo alla società Plus Ultra”. Calama ha inoltre rilevato “l’utilizzo di molteplici società di comodo, presumibilmente strumentali, per veicolare questi pagamenti”.
Dichiarazioni e difesa di Zapatero
Nella sua testimonianza all’Audiencia Nacional, Zapatero ha negato di aver orchestrato un sistema di traffico di influenze a favore di Plus Ultra e ha attribuito i pagamenti ricevuti, che il giudice sospetta possano essere commissioni, alla sua attività di consulenza. Nello specifico, l’ex inquilino della Moncloa ha dichiarato che i 490.780 euro ricevuti dalla società Analisis Relevante, di proprietà del suo amico Julio Martinez, rappresentavano il pagamento per un lavoro svolto per tale società, con la quale aveva un accordo verbale.
Gioielli e intercettazioni
Calama ha inoltre citato i gioielli ritrovati nell’ufficio di Zapatero “senza, a oggi, alcuna prova della loro provenienza o del relativo sdoganamento e tassazione”. Il testo della decisione fa inoltre riferimento ai dispositivi sequestrati durante le perquisizioni e alla “analisi preliminare” dei dati estratti dal telefono cellulare del principale azionista di Plus Ultra, Rodolfo Reyes, effettuata dalle autorità giudiziarie statunitensi nel 2021 e trasmessa ai tribunali spagnoli nel 2026. Zapatero non ha rilasciato dichiarazioni in merito ai gioielli, sui quali ha promesso chiarimenti entro dieci giorni, né sulle intercettazioni, dal momento che la sua difesa ne ha messo in dubbio l’autenticità e le ha contestate. Nei messaggi rinvenuti, i dirigenti di Plus Ultra fanno riferimento al “mio amico Zapatero”, al “bussare alle porte” e chiedono all’ex primo ministro spagnolo aiuto per ottenere il prestito pubblico di 53 milioni di euro che la compagnia aerea ottenne nel 2021. L’ammissibilità di tali intercettazioni come prova deve però ancora essere valutata.
Stato del processo
Il giudice, in conclusione, ha ricordato che il processo “è chiaramente nelle sue fasi iniziali“. Di conseguenza, il caso deve evolversi “o per consolidare queste prove, che in questa fase processuale sono sufficienti per proseguire l’indagine”, oppure “per confutarle attraverso misure investigative che contrastino efficacemente tale sufficienza”, ha concluso Calama.
Interrogatorio e atteggiamento
Durante la sua deposizione, Zapatero è rimasto calmo e ha risposto alla maggior parte delle domande del giudice. L’interrogatorio è durato circa tre ore. Secondo le fonti consultate da Efe, Calama ha dimostrato una conoscenza approfondita del caso e ha fatto domande molto precise, citando nomi e date senza bisogno di consultare appunti. L’interrogatorio, secondo le fonti, è stato così esaustivo che l’avvocato di Zapatero, Victor Moreno Catena, ha limitato i suoi interventi. L’ex primo ministro si è presentato all’udienza con una cartella, ma né lui né il suo avvocato hanno consegnato alcun documento.
Dubbi del giudice
L’interrogatorio si è svolto in un’atmosfera tranquilla e in un solo caso il giudice ha espresso dubbi sulla versione dei fatti fornita dall’imputato, ovvero quando Zapatero ha affermato di non ricordare nulla del pranzo durante il quale è accusato di aver dato istruzioni per la creazione di una società a Dubai per gestire la rete legata al caso Plus Ultra. Di fronte a tale affermazione, il giudice ha espresso sorpresa per l’apparente amnesia dell’imputato, definendola “molto strana”.



