giovedì, Giugno 18, 2026
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Droni ucraini colpiscono una raffineria russa. Zelensky avverte: “Se Kiev brucia, brucerà …

AGI – “Se l’Ucraina brucia, anche Mosca brucerà”. Lo ha dichiarato ai cronisti a Bruxelles il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, giunto alla riunione dei ministri della Difesa della Nato. A proposito dei massicci attacchi di droni ucraini sulla capitale russa di ieri notte, il presidente ucraino ha ribadito che “è il momento di porre fine all’aggressione e di concludere la guerra” ma che, se il Cremlino proseguirà l’aggressione, l’Ucraina reagirà.

Le forze ucraine hanno lanciato questa notte sulla Russia uno degli attacchi aerei più massicci dall’inizio dell’anno, nell’ennesima notte di raid incrociati tra i due Paesi in guerra. Secondo i calcoli dell’agenzia Tass, sono 555 i droni abbattuti nelle scorse ore nei cieli della Federazione, oltre 190 dei quali sulla regione di Mosca. I quattro aeroporti nei dintorni della capitale russa sono stati costretti a sospendere il traffico aereo per ben tre volte da ieri sera e la grande raffineria Mnpz, già colpita tre giorni fa, ha subito nuovi danni.

L’impianto, ad appena 15 chilometri dal Cremlino, non produce solo tre quarti della benzina consumata nell’Oblast ma, con una capacità di lavorazione superiore ai 12 milioni di tonnellate di greggio all’anno, è anche un importante ingranaggio della macchina bellica russa. Le immagini diffuse sui media mostrano alcune sezioni dello stabilimento in fiamme, con colonne di denso fumo nero che si levano nei cieli della città.

Mosca. Salta il tappo di una cisterna nell’attacco ucraino contro la raffineria. Chiusi gli aeroporti della città. pic.twitter.com/OUwXfYdNw1

— Ilario Piagnerelli (@ilario82) June 18, 2026

Strategia dei droni e obiettivi colpiti

Per sopperire alla crescente difficoltà nel reclutare nuovo personale da spedire al fronte, Kiev sta concentrando sempre più le operazioni sul lancio di droni su infrastrutture strategiche nemiche, spesso a grande distanza dal confine. Tra gli obiettivi bombardati nelle scorse ore vi sono anche un ponte ferroviario sul Canale della Crimea settentrionale e un deposito di petrolio nella regione di Rostov, dove il raid ha provocato un morto. Un altro civile russo è morto nella regione di Belgorod, mentre gli ucraini hanno segnalato tre civili uccisi nella regione di Sumy, bersaglio principale, insieme a Kiev, degli attacchi russi della notte scorsa. Una ventina i feriti in tutta la Federazione, la maggior parte dei quali a Mosca, ai cui cittadini si è rivolto su X il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, perché chiedano al presidente russo, Vladimir Putin, “quando intende interrompere la guerra di aggressione”.

Diplomazia e contatti internazionali

“Tutto ciò non avvicina in alcun modo” un possibile faccia a faccia tra il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e il suo omologo del Cremlino, ha osservato in un’intervista a Vesti il consigliere diplomatico di Putin, Yuri Ushakov, che è tornato ad annunciare che gli inviati della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner, si recheranno “presto” in Russia, una volta diradatisi gli impegni negoziali relativi alla pace con l’Iran. È quasi un mese che un’imminente visita a Mosca di Witkoff e Kushner viene annunciata senza che seguano notizie concrete. E Ushakov stesso ha ammesso che lo scontro con la Repubblica Islamica ha distratto Washington dalla crisi in Ucraina.

Reazioni al G7 e ruolo dell’Europa

A proposito del vertice del G7 concluso ieri a Evian, Ushakov ha rimproverato ai governi europei di “basarsi sull’erronea assunzione che la situazione sul campo di battaglia stia cambiando in favore di Kiev” e di aver “riempito di idee nocive” il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che però, ha aggiunto il diplomatico russo, “è un politico forte e rimane fermo sulle sue posizioni”. Anche l’Europa si è ormai da tempo resa conto, tuttavia, che non ci sono alternative a riallacciare il dialogo con Mosca. E, mentre manca ancora il nome di un negoziatore condiviso da tutti i membri dell’Ue, fonti di Bruxelles testimoniano di un certo stupore tra i diplomatici dei 27 per l’iniziativa del presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, di cui affermano di aver appreso dai media. L’ufficio di Costa, da parte sua, conferma che “sono stati aperti canali di comunicazione” ma avverte che “non si è discusso nulla di sostanziale”. Dopo anni di contatti ufficiali quasi inesistenti e di scenari bellici evocati con nonchalance, è pur sempre un inizio.

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