venerdì, Giugno 19, 2026
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Iran, il vicepresidente Vance non parte per la Svizzera

AGI – Stati Uniti e Iran nuovo capitolo: il vicepresidente americano, JD Vance, non è partito per la Svizzera come era inizialmente previsto per partecipare i colloqui a Lucerna con gli iraniani finalizzati a mettere a punto il testo definitivo dell’accordo di pace. Lo ha annunciato la Casa Bianca nel primo dei 60 giorni che Washington e Teheran si sono dati per negoziare. “I piani per le discussioni tecniche non sono stati finalizzati e la delegazione Usa si è preparata per partire alla prima opportunità, anche se la logistica per i negoziati non è semplice, né prevedibile”, si legge nella nota. In precedenza Vance aveva fatto sapere che si potrebbe recare “nel fine settimana” in Svizzera.

 “I colloqui previsti tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan sono stati rinviati. La Svizzera resta disponibile a facilitarli. Il relativo lavoro preparatorio prosegue”, ha annunciato il Ministero degli Esteri in un messaggio inviato all’Afp, senza fornire dettagli su una futura data per i negoziati. 

Usa e Iran l’accordo visto dal leader dei democratici statunitensi

Per il leader dei senatori democratici, Chuck Schumer, l’accordo con l’Iran è “un fallimento” e il presidente Donald Trump “ha dato via il negozio”: “Questa non è l’arte del negoziato, è l’arte della resa”, ha affermato Schumer, “non ha ottenuto la pace con la forza ma una mancia per la debolezza. Gli americani non hanno ottenuto quasi nulla di ciò che volevano”. “I democratici”, ha avvertito, non voteranno alcun accordo” che comprenda 300 miliardi di dollari per la ricostruzione dell’Iran. Schumer ha sottolineato la freddezza degli stessi repubblicani verso l’intesa con Teheran.

Cosa prevede l’intesa

Gli Stati Uniti, l’Iran e i rispettivi alleati hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano. Si sono impegnati a non avviare guerre o operazioni militari l’uno contro l’altro e ad astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza l’uno contro l’altro, garantendo al contempo l’integrità territoriale e la sovranità del Libano.

Accordo definitivo tra Usa e Iran entro 60 giorni

L’Iran e gli Stati Uniti si sono impegnati a negoziare e concludere l’accordo definitivo entro un termine massimo di 60 giorni, prorogabile di comune accordo.

Revoca del blocco navale statunitense

Gli Stati Uniti avvieranno immediatamente lo sblocco dei porti iraniani, introdotto il 13 aprile scorso, da completare entro 30 giorni. Gli Stati Uniti hanno assicurato il ritiro delle proprie forze dalle vicinanze della Repubblica islamica dell’Iran entro 30 giorni dalla firma dell’accordo definitivo.

Riapertura dello Stretto di Hormuz

L’Iran si è impegnato a garantire la sicurezza del passaggio delle navi commerciali, a titolo gratuito per soli 60 giorni, dal Golfo Persico al Mar di Oman e viceversa. Il traffico delle navi commerciali avrà inizio immediatamente e sarà pienamente ripristinato entro 30 giorni una volta sminato lo stretto di Hormuz.

Piano da 300 miliardi di dollari per l’Iran

Gli Stati Uniti e i loro partner regionali elaboreranno un piano del valore di almeno 300 miliardi di dollari, destinato alla ricostruzione e allo sviluppo economico dell’Iran.

Revoca delle sanzioni

Gli Stati Uniti hanno promesso di porre fine a ogni tipo di sanzione unilaterale e internazionale contro l’Iran, secondo un calendario che sarà concordato nell’accordo finale. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno assicurato di rendere pienamente disponibili e utilizzabili i fondi e i beni della Repubblica islamica dell’Iran congelati o soggetti a restrizioni a partire dall’attuazione del protocollo d’intesa.

Con effetto immediato e fino alla revoca delle sanzioni, il Dipartimento del Tesoro statunitense concederà deroghe per l’esportazione di petrolio greggio iraniano, prodotti petroliferi e derivati, nonché per tutti i servizi connessi, comprese le transazioni bancarie, le assicurazioni, i trasporti.

Nucleare

L’Iran ha ribadito che non acquisirà né svilupperà armi nucleari. La questione dell’uranio arricchito sarà risolta secondo un meccanismo da concordare di comune accordo. La questione dell’arricchimento legato alle esigenze nucleari civili dell’Iran sarà discussa sulla base di un quadro soddisfacente da definire nell’accordo finale. In attesa di tale accordo finale, l’Iran manterrà lo status quo attuale del proprio programma nucleare, mentre gli Stati Uniti non imporranno alcuna nuova sanzione e non dispiegheranno forze supplementari nella regione.

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