AGI – Dopo le alghe, il fondale blu che si stacca. La ‘Reflecting pool’ di Washington, la grande vasca riflettente davanti al Memoriale di Lincoln, continua a mostrare problemi legati alla costosa ristrutturazione voluta dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. E il costo dei lavori è passato dagli iniziali 3 milioni di dollari a oltre 14 – addirittura 16 secondo l’Abc – e senza gara d’appalto. L’obiettivo dell’intervento, aveva spiegato il tycoon, era “restituire alla vasca la sua acqua cristallina”.
Trump aveva ordinato di colorare il fondale di blu per trasformare la vasca in una celebrazione cromatica del colore della bandiera americana, giusto in tempo per i 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza. Il presidente aveva assicurato che la ristrutturazione era stata “realizzata a regola d’arte”, con le migliori tecniche, e destinata a “durare cento anni”. In realtà i problemi sono cominciati dopo pochi giorni, con l’affiorare di alghe che hanno colorato di verde l’acqua, tra le proteste degli storici e la sorpresa dei molti turisti che si erano diretti al Lincoln Memorial convinti di vedere un’area rimessa a nuovo. Adesso gli operai impegnati a ripulire la vasca dalle alghe si sono accorti di un nuovo problema: la vernice del fondale si sta staccando.
Il deterioramento del fondale e le critiche degli esperti
Ampi strati blu bandiera sono affiorati nel lato nord. Un operaio ha rimosso uno strato di rivestimento chiedendo ai fotografi dei giornali di non riprendere la scena, nonostante il tutto si stesse svolgendo in un luogo pubblico. Secondo alcuni esperti, i problemi nascono dal fatto che la ristrutturazione ordinata da Trump si è limitata alla superficie della vasca ma ha lasciato intatto il sistema di tubature sotterranee dell’impianto. Questo avrebbe accelerato la diffusione di alghe e, di conseguenza, il deterioramento del fondale. A quanto riportano i media americani, oltre alla riverniciatura, il National Park Service responsabile dell’impianto ha pagato 1,74 milioni di dollari, sempre senza gara, a una società con sede in Ohio che ha installato un sistema di micro-bolle per uccidere le alghe. Nella speranza che tutto torni al suo splendore per il 4 di luglio.
La difesa del dipartimento dell’Interno e lo stato attuale della vasca
L’ufficio stampa del dipartimento dell’Interno ha pubblicato sul social X un post, in cui ha difeso il risultato dei lavori e fatto un parallelo con la guerra all’Iran: “L’acqua della vasca riflettente è cristallina e il nostro team del National Park Service sta aspirando il fondo di alcune parti della vasca, proprio come la marina iraniana distrutta che riposa sul fondo del Golfo Persico”. Alcune aree, ha spiegato il Washington Post, risultavano in effetti più pulite rispetto alla settimana scorsa, ma la zona centrale si presentava ancora di un verde acceso. Le alghe sono state sempre un problema per la vasca, anche dopo un’altra ristrutturazione avvenuta nel 2012 e costata 34 milioni, ma stavolta Trump aveva promesso di aver trovato la soluzione. “Sono molto bravo a costruire cose e a realizzare opere”, aveva detto il 3 giugno, parlando con i giornalisti.



