AGI – Misurata, spesso definita la “Milano della Libia” per il suo fiorente settore commerciale, industriale e imprenditoriale, punta a rafforzare il suo ruolo di hub economico tra Europa, Mediterraneo e Africa e si presenterà alle aziende italiane il 9 luglio. Le opportunità offerte dalla Zona Franca della città libica saranno al centro dell’incontro intitolato “Misurata Free Zone: Porta d’accesso all’Africa per le imprese italiane”, che si terrà a Roma presso la sede di Unioncamere.
L’iniziativa è organizzata dalla Camera di Commercio Italo-Libica e da Confindustria Assafrica & Mediterraneo, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Tripoli, Unioncamere e l’International Propeller Club – Port of Rome. L’obiettivo è quello di presentare alle aziende italiane le opportunità di investimento, sviluppo industriale, logistica e commerciale offerte dalla Zona Franca e di facilitare il contatto diretto con la delegazione libica.
Programma dell’incontro
Dopo la registrazione dei partecipanti, la presentazione della Zona Franca di Misurata avrà inizio alle ore 11. Nel pomeriggio si terranno incontri settoriali tra aziende italiane e rappresentanti della Zona Franca. La Zona Franca di Misurata, istituita nel 2000 come prima zona economica franca della Libia, gestisce il porto commerciale più grande e trafficato del paese e movimenta circa il 60% del commercio non petrolifero libico.
Il porto gestisce inoltre oltre il 65% del traffico container del paese, confermando il ruolo di Misurata come principale punto di ingresso per le merci destinate al mercato libico. La Zona Franca si estende su oltre 2.500 ettari. La prima area, di 565 ettari, comprende il porto, il polo logistico, gli uffici amministrativi e le zone dedicate agli investimenti industriali e commerciali.
Infrastrutture della zona franca
La seconda area, di 2.011 ettari, è destinata principalmente alle attività di industria pesante. Il porto occupa un’area di circa 190 ettari, dispone di quattro chilometri di banchine e offre una profondità fino a 14 metri, che verrà aumentata a 17 metri nell’ambito dei lavori di ampliamento previsti. L’infrastruttura logistica comprende 60 ettari di aree di stoccaggio all’aperto, 67.500 metri quadrati di magazzini coperti e silos per cereali con una capacità di 40.000 tonnellate.
Strutture specializzate
La Zona Franca comprende anche celle frigorifere, officine di riparazione e manutenzione e uno scalo di alaggio dedicato. Sono inoltre previste aree specializzate per la logistica del petrolio e del gas, lo stoccaggio di prodotti liquidi, la movimentazione di macchinari pesanti e la gestione di materiali pericolosi.
Un nuovo impulso per la riqualificazione della Zona Franca è arrivato il 18 gennaio, durante la visita a Misurata del Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, per la firma dell’accordo di partnership tra la Zona Franca di Misurata, Terminal Investment Limited (società del Gruppo MSC) e il gruppo qatariota Al Maha.
Sviluppo strategico del porto
Il progetto portuale è concepito come un investimento a lungo termine. Il terminal potrebbe diventare un hub strategico in grado di collegare Europa, Mediterraneo e Africa, con un ruolo centrale per l’Italia. Si prevede che la capacità del terminal aumenterà dagli attuali 650.000 TEU – l’unità di misura standard per il trasporto containerizzato – a 1,5 milioni di TEU all’anno nella prima fase. Il piano di sviluppo complessivo potrebbe portare la capacità del terminal a 4 milioni di TEU all’anno, generare ricavi operativi per circa 500 milioni di dollari e creare migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti. La Zona Franca, parallelamente, mira a integrare il trasporto marittimo, terrestre e aereo.



