AGI – È stato presentato alla Camera dei Deputati, in occasione del convegno dal titolo “Italia nello Spazio, dalla sovranità tecnologica alla crescita del sistema Paese” il Polo Italiano per il Cyber e lo Spazio (PiCS), un’iniziativa strategica che nasce dall’accordo quadro tra la Fondazione AISES-SPES Academy e il CNR. Marco Lisi (Cda ASI e inviato speciale per lo Spazio del MAECI) ha illustrato il nuovo Polo che si propone come “punto di riferimento nazionale per la formazione, la ricerca, l’innovazione e il dialogo tra istituzioni, industria e mondo accademico nei settori della Cybersicurezza e della Space Economy, due settori sempre più centrali per la competitività, la sovranità tecnologica e l’autonomia strategica dell’Italia e dell’Europa”.
In un contesto internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche e geopolitiche e minacce sempre più complesse, PiCS nasce con l’obiettivo di favorire la crescita di competenze avanzate, promuovere la cultura della sicurezza digitale e sostenere lo sviluppo di un ecosistema integrato capace di valorizzare le opportunità offerte dall’economia dello spazio e dalle tecnologie emergenti. L’obiettivo è mettere a sistema le eccellenze esistenti, facilitare il dialogo tra domanda e offerta di innovazione e contribuire così al rafforzamento della sovranità tecnologica italiana ed europea.
Crescita della space economy e cyber
Si tratta di due settori in forte espansione; il mercato globale della Space Economy dovrebbe raggiungere i 1.000 miliardi di euro nel 2030, con una crescita media annua dell’11% rispetto ai 470 miliardi del 2023; con l’Italia che si posiziona al settimo posto al mondo per investimenti spaziali in rapporto al PIL. Sul fronte cyber, la spesa globale per la Cybersecurity ha invece raggiunto i 213 miliardi di dollari nel 2025, +12% su base annua, mentre il mercato italiano ha toccato i 2,78 miliardi di euro nel 2025, +12% sull’anno precedente, trainato soprattutto dalla P.A.
Un ecosistema strategico integrato
“La space economy e il cyberspazio non sono domini separati: costituiscono un unico ecosistema strategico nel quale innovazione, sicurezza e crescita economica procedono insieme”, dichiara il Prof. Luigi Martino, direttore del Polo Italiano per il Cyber e lo Spazio oltre che docente in Cybersecurity all’Università di Bologna e Firenze. “Le tecnologie dual use rappresentano uno degli strumenti più efficaci per generare valore, accelerare il trasferimento tecnologico e rafforzare l’autonomia strategica nazionale. Il nostro obiettivo è costruire un luogo di incontro stabile tra pubblico e privato, tra ricerca e industria, capace di trasformare le eccellenze italiane in progetti concreti e in nuove opportunità per il Paese e per l’Europa”.
Sfide e sovranità tecnologica
“In un contesto caratterizzato da competizione tecnologica, minacce ibride e crescente dipendenza da piattaforme e servizi extraeuropei, l’Italia è chiamata a rafforzare le proprie capacità strategiche, sviluppando competenze, ricerca e innovazione. Il Polo nasce con l’obiettivo di contribuire a questa sfida, creando un ecosistema permanente di collaborazione tra istituzioni, università e imprese al servizio della sicurezza e della competitività del Paese”, afferma Valerio De Luca, Presidente del Polo Italiano per il Cyber e lo Spazio, oltre che Presidente Fondazione AISES e Direttore SPES Academy Carlo Azeglio Ciampi.
Dipendenza tecnologica e sicurezza
Presidiare in autonomia cyber e spazio non è solo una questione industriale, ma una condizione di sicurezza nazionale ed europea. Gran parte delle tecnologie e dei servizi critici, dal cloud alle soluzioni di cybersicurezza fino ai dati di osservazione satellitare, dipende ancora da fornitori extraeuropei. La sovranità tecnologica è oggi tra le maggiori priorità italiane ed europee ed ha l’obiettivo di ridurre la dipendenza dall’estero, irrobustire le filiere critiche e ricongiungere gli interessi privati con quelli pubblici di resilienza e sicurezza.
Fasi operative del progetto
Il lavoro del Polo Italiano per il Cyber e lo Spazio si articolerà in tre fasi: raccolta dei bisogni e definizione degli use case (sensemaking & scoping), mappatura delle competenze e composizione di team ibridi tra ricerca e industria (matching), e realizzazione di pilot, di validazioni e deliverable misurabili (execution). Fanno infine parte del nuovo Polo Italiano per il Cyber e lo Spazio numerose istituzioni, atenei e imprese.



