AGI – È giunta alla conclusione la seconda fase del progetto di cooperazione tra Italia e Tunisia denominato Hajti Bik (Mobi-Tre), volto a rafforzare il contributo della diaspora tunisina allo sviluppo economico e sociale delle regioni interne del Paese nordafricano, favorendo investimenti e partenariati tra tunisini residenti all’estero e imprenditori locali.
Coinvolti oltre 100 imprenditori
Il progetto, attuato dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), in coordinamento con istituzioni tunisine tra cui l’Agenzia nazionale per l’impiego e il lavoro indipendenti (Aneti), ha portato in 36 mesi alla realizzazione di 67 progetti e alla creazione di 451 posti di lavoro, con un finanziamento medio di 70.000 dinari (circa 25 mila euro) per iniziativa.
Secondo i dati presentati a Tunisi, la seconda fase – avviata nel 2023 – ha coinvolto 50 investitori della diaspora e 67 imprenditori locali, coprendo 16 aree prioritarie di sviluppo in cinque settori e 24 sottosettori, e generando 190 contratti di lavoro regolari.
I residenti all’estero sono il 14,7% del totale
Il programma si inserisce in un contesto in cui la Tunisia può contare su una diaspora particolarmente rilevante: i tunisini residenti all’estero rappresentano oltre il 14,7 per cento della popolazione totale, pari a 1.731.619 persone secondo l’ultimo censimento dell’Osservatorio tunisino per le migrazioni.
Nel 2025, le rimesse dei tunisini residenti all’estero sono cresciute del 6 per cento rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 8,76 miliardi di dinari (circa 2,6 miliardi di euro). Secondo i dati della Banca centrale di Tunisia, questi flussi costituiscono una risorsa fondamentale per la stabilità delle riserve valutarie del Paese, oltre a contribuire alla riduzione della povertà e delle disuguaglianze, sostenendo il raggiungimento dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile 10.c dell’agenda Onu 2030 attraverso il trasferimento non solo di risorse finanziarie, ma anche di capitale umano, sociale e culturale verso il Paese d’origine.
Sostenere le piccole e medie imprese
L’obiettivo del progetto Hajti Bik (Mobi-Tre) è in particolare quello di sostenere le piccole e medie imprese (Pmi), creare occupazione nelle regioni ad alta disoccupazione e ridurre i fattori di emigrazione irregolare, rafforzando il legame tra migrazione e sviluppo. Nel complesso, la diaspora tunisina coinvolta proviene principalmente da Germania, Francia, Italia, Arabia Saudita e Costa d’Avorio.
La presenza tunisina in Italia rappresenta una delle componenti più storiche e radicate della diaspora del Paese nordafricano. La comunità è caratterizzata da un elevato tasso di partecipazione al mercato del lavoro soprattutto nei settori dell’agricoltura, della pesca, della manifattura e dei servizi, costituendo un ponte anche per la promozione di investimenti, scambi commerciali e trasferimento di competenze verso il Paese d’origine.
Il direttore generale dell’Aneti, Hatem Dahman, ha definito i risultati del progetto di cooperazione “molto significativi”, evidenziando l’obiettivo di istituzionalizzare e ampliare la portata delle iniziative nelle prossime fasi. L’ambasciatore d’Italia in Tunisia, Alessandro Prunas, ha da parte sua elogiato il ruolo della diaspora nello “sviluppo sostenibile” del Paese nordafricano.



