sabato, Luglio 25, 2026
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Venere potrebbe non essere “geologicamente inattivo”

AGI -Il pianeta Venere potrebbe non essere affatto geologicamente morto come ipotizzato in precedenza. Lo suggerisce uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, condotto dagli scienziati del Politecnico Federale di Zurigo.

La possibile scoperta su Venere

Il team, guidato da Xi Yang, Paul Tackley e Taras Gerya, ha utilizzato per la prima volta un nuovo modello computerizzato tridimensionale ad alta risoluzione per simulare la formazione delle valli di spaccatura. I modelli precedenti erano bidimensionali e semplificati. Le nuove simulazioni, invece, mostrano che i fianchi rialzati delle valli sono ripidi solo quando il sistema è geologicamente giovane e attivo, mentre tendono ad appiattirsi nel tempo a causa del rilassamento della crosta venusiana.

Le differenze con le vecchie immagini

Confrontando questi modelli con le immagini d’archivio della sonda Magellan degli anni ’90, gli scienziati hanno identificato strutture giovani, confermando l’attività geologica recente del pianeta. Secondo le stime del gruppo di ricerca, alcune delle grandi valli del pianeta si sono formate in tempi relativamente recenti, e si allargano a un ritmo compreso tra i tre e i dieci centimetri all’anno, indicando un interno planetario caldo e molto più dinamico di quanto ipotizzato finora. “I risultati – spiegano gli autori – aiuteranno a selezionare le regioni geologicamente attive su cui concentrare le future missioni spaziali della NASA e dell’ESA, come la sonda EnVision dell’ESA prevista per i primi anni 2030″. “Allo stesso tempo – concludono gli scienziati – la ricerca fornisce indizi fondamentali su come si formano i pianeti rocciosi e su come identificare esopianeti simili alla Terra”.

 

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