AGI – Prima l’esodo di massa e poi l’ondata del ritorno in patria. A Ceuta, enclave spagnola nel nord Africa, sono arrivati negli ultimi giorni (dati del ministero dell’Interno spagnolo) oltre 50mila migranti di cui 48.300 sono già rientrati in Marocco.
A Ceuta sono morti 67 migranti
Il bilancio delle vittime tra i migranti, riferisce El Pais, è salito a 67 persone. La Guardia Civil continua le ricerche nell’area intorno alla diga frangiflutti di Tarajal, dove sono stati ritrovati quasi tutti i cadaveri. Con questi decessi, il numero di migranti morti nel 2026 nel tentativo di raggiungere Ceuta a nuoto è salito a 92.
Le forze di sicurezza e i servizi di emergenza continuano a recuperare i corpi di persone che si sono gettate in mare dalla costa marocchina di Castillejos nel tentativo di raggiungere Ceuta a nuoto e per questo si prevede che il numero delle vittime continuerà a salire nelle prossime ore.
Sanchez a Ue: “Preoccupano alcune reazioni”
Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha inviato una lettera alle istituzioni europee per lamentare l’atteggiamento di alcuni Paesi riguardo alla crisi dei migranti a Ceuta e ha chiesto una riunione urgente dei ministri dell’Interno dell’Ue. Lo riporta El Pais. La lettera, inviata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, esprime “seria preoccupazione” per la reazione di alcuni governi europei all’attraversamento irregolare di massa della frontiera da parte di migliaia di persone nell’exclave spagnola in Marocco.
Nella missiva Sanchez non menziona Paesi specifici, ma il riferimento sembra essere alla decisione del governo italiano di sospendere l’Accordo di Schengen con la Spagna. Il premier spagnolo denuncia che alcuni Paesi avrebbero agito “per pregiudizio, disinformazione, ignoranza o interesse politico” nel chiedere l’esclusione temporanea della Spagna dall’area Schengen. Secondo il testo, riportato da alcuni media spagnoli, Madrid considera queste reazioni “egoistiche, polarizzanti e illegittime”.
Il premier socialista ha quindi chiesto al Consiglio europeo di convocare con urgenza una videoconferenza straordinaria con i ministri dell’Interno dell’Ue. “Questo incontro dovrebbe consentirci di definire una risposta comune a situazioni di questo tipo e di riaffermare che la sicurezza delle nostre frontiere esterne è una responsabilità condivisa da tutti gli Stati membri, e non solo da quelli in prima linea nell’Unione”, afferma Sanchez nella lettera.
La solidaridad y la empatía son opcionales.
El respeto a los tratados europeos y a los datos, no.
Número de entradas irregulares entre 2021 y 2026 según Frontex:
Por Italia: 478.600
Por los Balcanes occidentales: 340.600
Por Grecia: 259.800
Por España: 234.760
Por la…— Pedro Sánchez (@sanchezcastejon) July 31, 2026
La lettera dei Paesi Ue
“In relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell’Unione europea a Ceuta e alla necessità di prevenire attraversamenti irregolari incontrollati, contrastare le reti di traffico di migranti, eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali e garantire una risposta europea unitaria ed efficace”, su iniziativa di Italia e Danimarca è stata inviata una lettera – sottoscritta da un totale di ventidue Capi di Stato e di Governo europei – al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheal Martin.
Con la lettera si chiede alla presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea di convocare “con urgenza una videoconferenza straordinaria dei Ministri dell’interno per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una risposta europea coordinata”.
Circa 60 mila persone hanno raggiunto Ceuta nelle ultime ore
La tragedia arriva dopo due giorni di afflusso senza precedenti nell’enclave spagnola in Nord Africa. Circa 60mila migranti, in gran parte marocchini, hanno raggiunto Ceuta dal vicino Marocco, attraversando la frontiera terrestre o tentando di arrivare a nuoto lungo la zona di Tarajal. L’afflusso ha messo sotto forte pressione le strutture di accoglienza della città autonoma e costretto Madrid a dispiegare l’esercito a sostegno della Guardia Civil e a rafforzare i pattugliamenti in mare.
Dopo le prime ore di caos, anche le autorità marocchine hanno rafforzato i controlli sul proprio lato della frontiera, contribuendo a fermare nuovi attraversamenti. La grande maggioranza delle persone entrate a Ceuta è nel frattempo tornata in Marocco. La crisi resta sostanzialmente circoscritta all’enclave e non risultano trasferimenti dei migranti verso la Spagna continentale.
Lo scontro tra Italia e Spagna
La crisi ha avuto ripercussioni anche nei rapporti tra Roma e Madrid. Il governo italiano ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli di frontiera sui collegamenti aerei e marittimi con la Spagna, sospendendo per un periodo di tempo limitato il regime di libera circolazione previsto da Schengen per i cittadini non europei. La misura non modifica le condizioni di viaggio per i cittadini italiani, spagnoli e degli altri Paesi dell’Unione europea.
La premier Giorgia Meloni ha motivato la decisione con la necessità di “tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni” per l’Italia, assicurando che i controlli resteranno in vigore solo per il tempo necessario e con l’obiettivo di limitare l’impatto sui flussi turistici estivi. Roma ha inoltre annunciato il rafforzamento dei controlli alla frontiera terrestre con la Francia.
Madrid ha difeso la gestione dell’emergenza e l’integrità dello spazio Schengen, mentre Bruxelles ha assicurato sostegno operativo alla Spagna per il controllo della frontiera esterna dell’Unione europea.



