lunedì, Agosto 3, 2026
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Conte agita il Pd sull’Ucraina. E il centrodestra vuol chiudere il caso Delmastro prima de…

AGI – Il nodo della politica estera nel campo largo? “Lo scioglieremo con le primarie, faremo decidere agli italiani”. Ed ancora: “Non votiamo il sostegno militare” all’Ucraina, per quello che riguarda aiuti e sanzioni economiche sì. Mi sembra che l’Ucraina abbia un arsenale militare super attrezzato, ci sono anche componenti di destra estrema e già c’è un mercato, ci si chiede che fine facciano quelle armi”. Giuseppe Conte detta la linea del Movimento 5 Stelle. Sul sostegno a Kiev ma anche su altri dossier come la Tav (“Non è un totem”).

E agita il Pd. L’area riformista non ci sta: “Stare con l’Ucraina significa difendere l’Europa. La pace passa dal ripristino del diritto internazionale stravolto dall’aggressore Putin. Il centro sinistra sa la differenza tra Russia e Ucraina e chi si candida a guidarlo può stare solo da una parte senza alternative”, dice la senatrice dem Simona Malpezzi. “A Conte che si dice pronto a lavorare per una soluzione negoziale della guerra ucraina, vorrei ricordare che Putin ha detto in tutti i modi che non accetterà mai un accordo che non preveda la cessione alla Russia del Donbass ucraino. Conte”, domanda il deputato Pd Piero Fassino, “ritiene legittima quella pretesa di Putin? In quel caso la soluzione sarebbe l’imposizione umiliante agli ucraini di una mutilazione del proprio Paese, premiando l’aggressore e punendo l’aggredito. Sarebbe questa la soluzione negoziale?”.

Le reazioni delle opposizioni

Veemente la reazione di Azione. “Conte sta bene con Vannacci: il Pd dovrebbe avere il coraggio di prenderne atto e lasciarli al loro finto pacifismo e ricominciare a riprendere le posizioni che i socialisti in Europa tengono con coerenza”, dice il vicesegretario del partito di Carlo CalendaEttore Rosato.

Il passaggio in Parlamento

Le differenze nell’opposizione sono destinate ad acuirsi anche in settimana, quando (mercoledì) in Parlamento ci saranno le comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulla clausola nazionale di salvaguardia per investimenti in energia e difesa. Un passaggio non semplice neanche nel centrodestra dove si registrano sensibilità differenti con la Lega contraria all’aumento delle spese in armamenti e all’utilizzo del Safe.

Il caso Delmastro

L’alleanza di governo punta a sciogliere i nodi sul tavolo prima della pausa estiva, a partire dal ‘caso Delmastro’: lunedì si riunisce la Giunta per il regolamento che dovrà decidere se si potranno visionare le chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia e l’imprenditore Mauro Caroccia, martedì si riunirà la Giunta per il regolamento che ribadirà con un voto che nulla è cambiato nonostante la lettera inviata dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi, infine mercoledì potrebbe esserci il voto dell’Aula della Camera (ma il calendario dei lavori è ‘pieno’) con il quale il centrodestra dirà no all’utilizzo delle conversazioni.

Fari sulla legge elettorale

Fari puntati anche sul Cdm di martedì e sulla legge elettorale, con il vicepremier Antonio Tajani che oggi ha ribadito il sì alle preferenze con i capilista bloccati ma l’emendamento della coalizione (domani è prevista una riunione degli ‘sherpa’) sarà presentato solo a fine mese.

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